Oggi riunione tra i sindacati e i vertici aziendali SUSA – Cassa integrazione per 110 lavoratori, fino ad aprile. E’ questo il messaggio che ieri il cda della Sitaf ha reso noto ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Il motivo? La perdita di oltre 2 milioni di euro causata dai continui blocchi dell’autostrada, a causa della manifestazioni No Tav.

“Cosa possiamo fare? E’ da tre giorni che il personale assunto non può lavorare, non fa niente, e dobbiamo tenere l’autostrada chiusa – accusa il presidente Giuseppe Cerutti – non è una scelta contro i lavoratori, ma non possiamo fare altrimenti. Domenica i No Tav hanno addirittura sabotato il casello di Avigliana, alzando la sbarra e facendo passare gratis gli automobilisti. E da lunedì abbiamo l’A32 praticamente chiusa, il traffico internazionale e nazionale ormai è dirottato tutto sul traforo del Monte Bianco. Se non ci lasciano lavorare, non possiamo continuare a tenere gli esattori e il personale di servizio a far niente.

Per qualche giorno è andata così, adesso basta!”. La Sitaf sa di essere stata presa di mira dal movimento No Tav, con l’accusa di “collaborazionismo” con Ltf per la realizzazione del cantiere di Chiomonte: “Noi non c’entriamo nulla con la Tav, sono stufo di queste affermazioni – risponde Cerutti – ci accusano di aver voluto creare il varco per andare alla Maddalena. Ma deve essere chiaro che la Sitaf non c’entra nulla, abbiamo dovuto eseguire degli ordini. Tutto quello che sta accadendo in questi mesi ci è stato imposto dalle autorità pubbliche e di sicurezza, e come società concessionaria dell’autostrada non possiamo opporci”. Ma la situazione di blocco continuo ha dell’incredibile: “Da nessuna parte in Italia viene permesso a manifestanti di tener chiusa un’autostrada per giorni interi – si sfoga il presidente Sitaf – non ci sono segnali di libera circolazione, niente. L’altro giorno la polizia ha sgombrato il tratto occupato, poi se ne sono andati, e i No Tav sono tornati a occupare. E nessuno ha fatto più nulla, così siamo rimasti di nuovo con le strade chiuse. E’ inconcepibile”. Il rischio dei mancati passaggi di tir, automobili ecc è chiaro: “Così si ditrugge un’azienda che dà lavoro a 300 persone in tutta la Valle, si tratta di un suicidio. Non possiamo continuare a tenere gli esattori e il personale a giocare a carte, mentre il traffico va tutto sul Monte Bianco”.

Fabio Tanzilli Descrizione dell'allegato