Approvata in Consiglio la delibera d’acquisizione del monumento “L’Angelo della Pace” avvia il suo percorso per entrare a far parte del patrimonio della Città  di Giaveno, con l’approvazione, da parte del Consiglio Comunale, nell’ultima seduta di martedì scorso, 27 dicembre, della delibera d’intenzione all’acquisizione.

In precedenza, nell’assemblea dei soci dell’associazione “Comunità  Colpastorese”, fin ora proprietaria, è stata approvata la bozza della convenzione che regolamenterà  la gestione del parco e del monumento. L’edificio, per i vecchi giavenesi semplicemente “O monument” (il monumento), si erge sul pi๠alto colle di Colpastore, in splendida posizione panoramica.
E’ un tempietto non consacrato, in stile romanico-bizantino, adiacente ad un basso fabbricato progettato per ospitare locale di riunione, magazzino e servizi.

“E’ dedicato : ci ricorda il segretario dell’associazione “Comunità  Colpastorese”, Claudio Ruffino : all’Angelo della Pace e fu eretto su iniziativa del cappellano della confinante borgata Colombé di Trana, don Domenico Ponzo, originario di Candiolo, che volle questa cappella a ricordo dei caduti della Prima Guerra Mondiali dei Comuni di Giaveno, Coazze, Valgioie, Trana, Sangano, Bruino, Reano e Candiolo. Il tempietto fu benedetto, il 12 ottobre 1019, dal prevosto della Collegiata San Lorenzo in Giaveno, monsignor Antonio Delbosco”.

L’edificazione del tempio vide il concorso di numerosi benefattori, in particolare le cronache menzionano il canonino Beniamino Ughetto Barolo, con l’impegno di tutte le famiglie della borgata. Nel tempio sono ricordati tutti i caduti del Primo e del Secondo conflitto mondiale, i dispersi in Russia ed in mare, gli internati che non hanno fatto ritorno dai campi. Successivamente sono state aggiunte le lapidi del fondatore don Ponzo e del sergente maggiore elicotterista sanganese Marco Matta, caduto in missione di pace nella ex-Jugoslavia, il 7 gennaio 1992.

“Il 20 marzo 1983 : continua Claudio Ruffino : l’edificio e le circa 45 are di terreno, prevalentemente boscoso o terrazzato a vigna ma incolto, ad esso pertinente, allora di proprietà  di nove eredi del fondatore, vennero acquistati dalla “Associazione Comunità  Colpastorese”, nata qualche mese prima per perseguire la finalità  di tutelare gli interessi della comunità  e per amministrare i beni della Cappella dell’Assunta”.

I lavori di restauro del tempio iniziarono nel 1989, grazie in particolare all’opera del borghigiano Giuseppe Picco, membro del gruppo Ana Giaveno-Valgioie, che per diversi anni ha lavorato intensamente e gratuitamente riportando l’edificio all’antico splendore. Dal 1991 è collocata sotto un altarino mobile una lignea rappresentazione della “Deposizione di Cristo in braccio alla Madonna”, opera di Dario Alessi del Colombé. Il tempio, da trent’anni, il Giorno dell’Angelo, vede una celebrazione, affidata a rotazione ad uno dei nove Comuni i cui caduti sono ricordati nel tempio.

Dal 2006 al 2009, con costi contenuti a meno di 10 mila euro, tutti del patrimonio dell’associazione, grazie al lavoro di tanti volontari, sono stati eseguiti altri lavori su terreno e boschi, oltre che l’impermeabilizzazione della struttura. “Il Consiglio Direttivo dell’Associazione : chiude il segretario : vede con grande soddisfazione avviato alla realizzazione l’obiettivo che la proprietà  del bene passi definitivamente alla Città  di Giaveno, affinché per sempre venga consegnato a tutta la comunità  giavenese un “piccolo grande gioiello” che, per quasi cent’anni, con impegno e generosità , con non pochi sacrifici, i colpastoresi hanno conservato… forse pi๠bello che alla sue origini”.

Marco Margrita il tempio dell'angelo della pace