Metodi moderni sia per materiali “classici” che innovativi. Non si deve lasciare nulla al caso, tecnologia, risparmio economico e ecologia Sempre pi๠volte sentiamo parlare di casa tecnologica, anzi per la precisione biotecnologica o ancora di ecologia e così via in una sfilza di tecnicismi o di termini all’avanguardia che fanno tanto pomposo il discorso.
Proviamo invece a fare un po’ di chiarezza nel settore.
Proviamo a suddividere il discorso in tre settori ben definiti: tecniche di costruzione, bioedilizia ed ecologia.
I tre settori sono interdipendenti, ma hanno significati precisi.
Tecniche di Costruzione
Di primo acchito verrebbe da pensare che la casa moderna debba per forza essere costruita con materiali d’avanguardia, innovativi, roba da fantascienza. Sicuramente c’è questo aspetto e lo snoccioleremo a seguire, ma prima di ciò dobbiamo considerare che una “buona” casa la possiamo costruire perfettamente con i materiali a noi noti, in uso da tempo, soltanto dobbiamo cambiare il metodo in cui li usiamo. Certo alcuni preparati di nuova generazione aiutano ma con un attento uso di cemento e mattoni possiamo fare molto. Per fare un paio di semplici esempi, basterà  non lasciare strutture in cemento armato agli estremi delle costruzioni, ma fare si che il perimetro esterno sia interamente in mattoni o comunque in materiale isolante, diversamente si dovranno rivestire i pilastri in materiale isolante. Il cemento è un buon conduttore di calore e quindi se si trova a contatto con l’aria esterna fa da ponte tra la temperatura interna ed esterna della costruzione. Un muro in mattoni, con uno strato di isolante nell’intercapedine è un ottimo isolante e pi๠avanti vedremo quale tipo di isolante si può usare. Altro esempio, i cassonetti delle serrande di porte e finestre, sono immensi varchi aperti, si dovrebbero collocare all’esterno, opportunamente sistemati in modo da garantire anche sicurezza, perchè è perfettamente inutile avere una finestra ben sigillata, in materiale termico e con i doppi vetri se poi dal cassonetto passano autentici spifferi, altro che scambio termico sui materiali, passa direttamente l’aria. Ancora un caso, i davanzali, in marmo o in pietra, dovrebbero essere sezionati e con un isolante in mezzo, non in un corpo unico interno esterno perchè anche questi scambiano troppo facilmente calore. Dove risulta difficile con i materiali consueti ottenere buoni risultati in termine di isolamento, si può ricorrere ai prodotti di nuova generazione. In questo caso possiamo già  fare due esempi parlando di Laterizi porizzati e di pannelli isolanti. Cos’è un laterizio porizzato? E’ una domanda ovvia, sembra una cosa mostruosa, in realtà  è un semplice mattone al cui interno attraverso particolari lavorazioni vengono create delle bolle d’aria. Questo fa si che si abbia un prodotto di valida consistenza per costruire un muro mentre si ottiene una parete perfettamente isolata. In alternativa si possono usare pannelli isolanti di varia fattura. La caratteristica principale di questi pannelli è il coefficiente di isolamento che è determinato dal materiale di cui sono costituiti i pannelli stessi. Possono essere composti da fibre naturali come legno, sughero e loro derivati o artificiali generalmente derivati da lavorazioni del petrolio, come il polistirene. Tutti assolvono al loro scopo, in base al materiale e allo spessore hanno specifiche caratteristiche e vengono di conseguenza impiegati.
Riguardo al polistirene in quanto derivato dal petrolio, verrebbe da pensare che non sia un prodotto ecologico, in e infatti non lo è mai in determinate condizioni di prezzo e disponibilità  è assai valido. Prima di parlare di ecologia in senso stretto approfondiamo l’argomento trattando di bioedilizia.

Bioedilizia
Con questo termine si vogliono definire quei materiali che dalla materia prima che li compone fino al loro utilizzo, implicano un basso impatto ecologico, e sono di origine naturale. E’ un discorso a tutto tondo, non significa che solo un prodotto naturale, ad esempio il legno, sia ecologico, per assurdo potrebbe esserlo meno di un altro prodotto derivato dal petrolio. Proviamo a chiarire il concetto. Un prodotto valido per la bioedilizia è quello che in tutto il suo ciclo produttivo, costa meno in termini di dispendio di energia. Prendiamo il legno, è sicuramente un prodotto naturale ma bisogna tagliarlo, lavorarlo, trasportarlo. Tutto questo comporta un consumo determinato di energia. Pi๠è basso il consumo di energia maggiore il valore ecologico del legno. Per semplificare ancora pensiamo alla differenza tra il costo energetico di una pianta tagliata vicino a dove verrà  lavorata ed un’altra che magari deve essere trasportata su gomma per lunghe distanze, il trasporto, il mezzo, le strade, tutto quanto contribuisce ad aumentare il costo energetico di quel tronco, fino a diventare anti-ecologico.

Ecologia
Possiamo ora parlare pi๠concretamente di ecologia, legata all’edilizia nello specifico, ma a ben guardare può avere valore in moltissimi altri settori.
Ecologia vuol dire saper bilanciare le necessità  di qualità  della vita, costruire con criteri e materiali a basso impatto ambientale, quindi non solo materiale “bio” o “hi-tech”, ma prodotti che equilibrino risultato e costo energetico. Il risultato dell’equazione sarà  anche un risparmio economico in fin dei conti perchè ad una maggiore spesa iniziale porterà  un sicuro risparmio a lungo termine nella gestione degli edifici e anche un maggiore benessere per chi abita negli stessi. Una semplice simulazione di irraggiamento solare nelle stagioni invernale ed estiva