Ecologia e Tecnologia: I progetti per la casa di domani e la cura per quella di oggi Si chiama “Termografia”, non è la foto di una casa extraterrestre, non è nemmeno una nuova tecnologia quanto un uso diverso di tecniche già  note, è un metodo per verificare la qualità  delle nostre case.
In particolare la qualità  per quel che riguarda l’isolamento termico.
Due parole, “isolamento termico”, per esprimere non uno ma una serie di concetti che racchiudono la nostra casa ideale.
Andiamo per gradi. Cominciamo con il dire che la casa al suo interno deve garantire una condizione di vita ottimale, non deve essere troppo caldo nè freddo, e anche la quantità  di umidità  deve essere sotto controllo.
Il tutto è meglio se si concilia con dei costi di mantenimento il pi๠bassi possibili.
La nostra “casa climatica” quindi dovrà  ottemperare a tutte queste condizioni. Come? Proviamo a vedere. Con lo strumento che abbiamo citato in precedenza, si potrà  analizzare dall’esterno il grado di isolamento di un edificio. Le zone viola sono quelle di miglior isolamento, quelle gialle o peggio bianche sono quelle dove si ha la massima dispersione. Attenzione che non stiamo parlando di veri spifferi d’aria ma di superfici i cui materiali sono buoni conduttori di calore. In questo modo succederà  che ci sarà  uno scambio di calore tra l’esterno e l’interno, e questo non solo in inverno ma anche in estate. Questo significa che in inverno sprecheremo calore verso l’esterno mentre in estate acquisteremo caldo da fuori e dovremo usare un condizionatore per raffreddare. La casa clima limita al massimo questi scambi non desiderati.
Con una termografia è sorprendente vedere dove ci sono questi scambi di calore, alcuni punti sono facilmente immaginabili, finestre non isolate, vetri singoli, porte, altri sono meno evidenti ma assolutamente potenti, cassonetti delle serrande, spigoli, pareti senza isolante, giunzioni pareti pilastri, i pilastri stessi e le solette!
Guardare una termografia per certi versi ricorda una lastra radiografica umana, infatti vediamo i muri “trasparenti” e lo scheletro dei pilastri, solette, balconi e tutte le strutture in cemento armato. Già  perchè il cemento armato è un buon conduttore di calore e fa da ponte trasmettitore con l’esterno.
Così capita che un muro ben coibentato in se stesso perda tutte le sue caratteristiche a causa della giunzione (ponte termico) su un pilastro normalmente non isolato. Dall’analisi dei fabbricati esistenti si può evincere che la stragrande maggiornaza di essi non rispetta valori di isolamento efficaci e previsti dalla legge. Cosa vuol dire tutto questo? In primo luogo che il mantenimento di condizioni ambientali buone, caldo in inverno, fresco in estate, costa in moneta tantissimo, in riscaldamento e in condizionamento. Di conseguenza aumenta la richiesta di combustibili ed energia elettrica così in ultimo aumenta l’inquinamento con tutte le sue conseguenze.
La questione è stata studiata e dalle analisi è nata una classificazione della qualità  degli edifici che tra pochi anni pur già  in vigore oggi, nel 2010, diverrà  obbligatoria. In un servizio a parte verrà  trattata la questione al dettaglio. Tutto quanto detto fin’ora è un introduzione all’analisi di queste condizioni, ai suggerimenti per le possibili soluzioni e infine un “conto” perr valutare quanto e cosa si possa risparmiare seguendo questi dettami.
Non è esagerato pensare che si possa drasticamente ridurre la spesa monetaria di ciascuno di noi, mentre facciamo anche del bene comune inquinando di meno e tutto questo migliorando le nostre condizioni di vita. una Termografia di un edificio