Ieri sera la Comunità Montana ha detto sì al Tar Continua la mobilitazione dei Comuni dell’Alta Valle contro la scelta di accorpare la Comunità Montana olimpica con la Bassa Valle e la Val Sangone.
Questa sera sarà approvata ad Oulx la delibera dell’ente in opposizione all’accorpamento, e che prevede il ricorso al Tar contro la Regione. E in questi giorni, praticamente tutti i consigli comunali dei 14 paesi hanno approvato, con o senza aggiunte, la delibera proposta dal presidente Carena, che consiste nell’opposizione alla nascita della Comunità Montana unica. Ma nonostante tutte queste iniziative dell’Alta Valle, la Regione Piemonte ha già annunciato che non tornerà sui suoi passi. Niente autonomia. L’ha ribadito la presidente Bresso in persona, la scorsa settimana, durante un apposito incontro con i sindaci e con il presidente Carena, tenutosi la scorsa settimana Torino. ”Pur avendo compreso alcune ragioni della protesta dei sindaci, non torneremo sui nostri passi – spiega l’assessore regionale alla Montagna, Sibille – l’Alta Valle rimarrà unita alla Bassa Valle e alla Val Sangone, e ci spiace se vorranno fare il ricorso al Tar. Ma credo che questo ricorso non sarà accolto dal giudice, in quanto nella nostra legge regionale non ci sono vizi di forma o di contenuto, tali da annullarla. Penso che questa sia stata una mossa ad effetto da parte dei sindaci, fatta per ottenere ascolto e delle garanzie. E infatti abbiamo aperto con loro un tavolo di confronto, e siamo disponibili a venire incontro ad alcune loro richieste”. E infatti, se da una parte la Bresso ha detto no all’autonomia, dall’altra ha garantito attenzione per valutare alcune richieste riguardo la salvaguardia di alcuni organi cari all’Alta Valle, come il Consorzio Forestale. Cosa altrettanto importante, valutata positivamente dalla Bresso, è la possibilità che i rappresentanti dell’Alta Valle abbiano dei posti garantiti per legge, nella futura giunta e nel futuro consiglio della Comunità Montana unica. Tali novità, non ovviamente previste dall’attuale legge regionale, dovranno essere approvate con un emendamento alla legge Finanziaria della Regione, o con un apposita modifica. ”Siamo soddisfatti di aver ottenuto questo tavolo con la Regione – dice il presidente Carena – abbiamo spiegato che la nostra iniziativa politica e legale non sarà fatta in opposizione a loro, ma per motivazioni reali e importanti per il territorio dell’Alta Valle.
E’ positivo il fatto che la Bresso abbia detto di accogliere alcune proposte che abbiamo fatto, nel caso in cui non sarà concessa l’autonomia, e che riguardano la garanzia di una rappresentanza numerica dei Comuni dell’Alta Valle, dentro gli organi gestionali della futura Comunità Montana unica. Se non sarà così, a prevalere saranno i giochi delle segreterie dei partiti politici, e l’Alta Valle, non avendo i numeri della Bassa Valle e della Val Sangone, rimarrebbe tagliata fuori”.
Commenta così la Regione: ”In effetti, per venire incontro alle esigenze dei territori, potremmo modificare le regole riguardo la rappresentanza dell’Alta Valle all’interno della futura Comunità Montana di Val Susa e Val Sangone, in giunta e in consiglio – spiega la Sibille – ma il tutto dovrà rientrare nell’ambito della legge regionale già approvata. E non è pensabile neppure la nascita dell’Unione dei Comuni, perché è una cosa diversa dalla Comunità Montana”. L’assessore non lo dice esplicitamente, ma il messaggio è chiaro: se i Comuni dell’Alta Valle facessero una loro Unione dei Comuni autonoma, non vedrebbero un euro di finanziamento da parte della Regione. bresso