La maggioranza della società autostradale resta pubblica SUSA – La Sitaf ha restituito ai soci privati gli 8 milioni di euro che, nel 2002, erano serviti per approvare l’aumento di capitale. I soldi prestati, inizialmente, servivano come “cavallo di Troia” per far diventare a maggioranza privata l’autostrada A32 e il traforo del Frejus dal 2007, favorendo così l’ascesa del gruppo Gavio, che possiede ad oggi il 35 % della società con sede a Susa.
Nell’operazione del 2002, era stato scritto che le obbligazioni fatte come “prestito” dai privati alla Sitaf, dovevano poi diventare quote azionarie dal 2007. Ma l’iniziativa, su cui era stata anche aperta un’inchiesta della Procura di Torino, è stata bloccata per evitare la cosiddetta “scalata” del gruppo Gavio. “I soci privati sono stati convinti dal presidente dell’Anas, e non da Saitta, a ricevere gli 8 milioni di euro e a non trasformare quel prestito in azioni della Sitaf” spiega il presidente dell’A32, Giuseppe Cerutti.
Il quale è rimasto sorpreso per quanto dichiarato dal presidente della Provincia nei giorni scorsi: “Abbiamo stoppato definitivamente il tentativo di scalata da parte dei privati – ha dichiarato Saitta – così evitiamo anche per il futuro nuove prove di forza.
La maggioranza pubblica in Sitaf (Anas, Provincia e Comune di Torino) impedisce che in Piemonte si possa ripetere quello che accadde nel 2001 con un tentativo di scalata dei privati, e nell’assemblea dei soci Sitaf che si terrà oggi a Susa, l’approveremo in via definitiva”. La risposta di Cerutti è lapidaria: “Nell’assemblea di oggi non sarò cambiato un bel niente, perché già per statuto – all’articolo 6 – è previsto che la maggioranza di Sitaf rimanga pubblica. Mi stupisce che il presidente della Provincia, persona valida e capace, abbia fatto queste dichiarazioni ai giornali”. Perché? “Sembra che in questo momento, con l’esempio negativo della Milano-Serravalle, si debba dimostrare che siamo più bravi degli altri. Magari lo siamo, ma non in questo caso”. Il presidente della Sitaf riflette proprio sulle ultime inchieste che coinvolgono Penati ed il gruppo Gavio: “E’ un brutto clima. Se le imprese private coinvolte, dopo tutto questo fango e gli insulti presi, si metteranno in disparte, voglio vedere cosa avverrà sulla tangenziale di Torino, per tutta una serie di programmi e investimenti da fare…se il privato si stufa e non ci mette più i soldi, in Italia le infrastrutture si bloccano”.
Saitta la vede diversamente: “Continuo a chiedermi perchè solo i privati in Italia possano guadagnare dal sistema delle autostrade – afferma – la partecipazione degli enti pubblici alle società oggi è più che mai indispensabile, per finanziare infrastrutture e lavori pubblici sul territorio”. Cerutti risponde: “E’ esattamente il contrario: in questo periodo di grossa difficoltà economica, se il settore pubblico non riesce a stimolare i privati, si cade in una crisi profonda e senza sbocchi. Voglio ricordare che la Pedemontana e la Tangenziale Est di Torino, se non c’è il privato a metterci i soldi, non si faranno mai, queste cose bisogna anche dirle. Non è un reato se i privati guadagnano dalle autostrade.
E’ chiaro che gli atti illegali vanno condannati, ma bisogna smetterla di infangare il lavoro che viene svolto onestamente, altrimenti le imprese si scoraggiano e vanno all’estero, considerato che in altri Stati europei e nel resto del mondo, sono accolte a braccia aperte”. Oggi quindi si terrà a Susa l’assemblea straordinaria dei soci della Sitaf, ed è prevista pure la presenza del presidente Saitta: “Mi fa piacere se ci sarà – risponde Cerutti – così avremo possibilità di parlarci direttamente”.
All’interno di Sitaf la Provincia di Torino detiene l’8.6%, il Comune di Torino il 10.6% e l’Anas ha il 31.7%. Descrizione dell'allegato