Il progetto preliminare, pesante 18 Gb arriva ai Comuni in un “hard disk” Mancano pochi giorni al fatidico ferragosto quando, nei palazzi comunali, arriva un “pacco”. Mittente: Ltf. Destinatari: i comuni interessati al passaggio della tratta internazionale della Torino-Lione, da Susa a Chiusa San Michele. Un “pacco” che però non può essere considerato un regalo. Dentro c’è, in formato digitale, il progetto preliminare che Ltf ha depositato il 30 giugno scorso. Un hard disk portatile “pesante” 18 GB (qualcosa come 18 film), con cartine, mappe, relazioni. Contenute in file di 30, 40 e anche 50 MB. Complicato da capirci qualcosa anche per i pi๠svegli e navigati utilizzatori di computer. Una mole di carta virtuale, solo le relazioni vanno tra le 400 e le 700 pagine. “Roba da perdersi “, commenta Enzo Merini, vicesindaco di Vaie, uno dei primi a tentare la navigazione e a “scoprire” ciò che si sapeva già .
Che cioè proprio Vaie, piccolo centro attaccato a S.Antonino, sarà  insieme a Chiusa San Michele uno dei centri pi๠“colpiti” dall’opera. Lo conferma Lionello Gioberto che aggiunge: “Guarda caso questi documenti arrivano sempre ad agosto oppure tra Natale e Capodanno. Quando è pi๠difficile mettere insieme la gente. Risultato: abbiamo solo sessanta giorni di tempo per capirne di pi๠e per fare le nostre osservazioni ; quindici giorni buoni ce li siamo mangiati proprio per il periodo estivo. Adesso ci stiamo organizzando. Abbiamo cominciato a parlarne in giunta e sabato mattina ci incontreremo con gli amministratori di Chiusa e S.Ambrogio”. Ma cosa succederà  a Vaie? Intanto non sarà  un vero e proprio sbocco del tunnel perché, stando alle carte, il tunnel uscirà  sì in località  Pradera, nel pieno dell’area archeologica, ma dai 15 ai 20 metri sotto il piano di campagna. E i binari dovrebbero “emergere” a cielo aperto una volta giunti sul territorio di Chiusa San Michele. Insomma il cuore dell’Orsiera sarà  attraversato da due gallerie di 10 metridi diametro, distanti l’una dall’altra 30 metri, che proprio sotto Vaie si riuniranno in un grande camerone sotterraneo che “emergerà ” dal sottosuolo in quel di Chiusa. Ma il fatto che Vaie sia attraversata in sotterraneo non tranquillizza Gioberto: “Hanno previsto l’esproprio di 50 mila metri quadri di terreni solo a Vaie e di quasi 300 mila a Chiusa San Michele”. Cifre impressionanti. E poi cosa significa passare “sotto”? Enzo Merini prova a spiegarlo: “Le carte dicono che sottoterra lavoreranno due talpe ma non si escludono cedimenti del terreno che è alluvionale e quindi piuttosto franoso”. Lo ribadisce il sindaco Gioberto: “Forse Ltf crede di lavorare sulla roccia dura ma qui è tutto instabile, franoso. E basta un po’ di pioggia per dissestare il territorio, figuriamoci scavi come questi”. Gli espropri serviranno proprio a questo. A creare una “fascia” di sicurezza dove scaveranno le talpe: una striscia corrispondente alla larghezza del tunnel. Fa poi riflettere la parte sull’approvvigionamento idrico. “Nel progetto : dice Gioberto – sta scritto che il cantiere avrà  bisogno, ogni giorno di circa 20 metri cubi di acqua potabile, che poi è lo stesso fabbisogno quotidiano degli abitanti di Vaie”. E la stessa cosa nell’altro cantiere, quello di Chiusa San Michele. In tutto, quindi, ogni giorno, la Tav si berrà  qualcosa come 40 metri cubi di acqua potabile. Non è l’unica cifra impressionante: “Il lavoro delle due talpe : spiega Enzo Merini : richiederà  un’energia pari a 13 mila kilowatt-ora e 2 mila litri di acqua industriale, prelevata dal sottosuolo. In pi๠per le gallerie, viene prevista una venuta d’acqua (sia durante i lavori, sia a regime) variabile tra i 171 e i 350 litri al secondo. Con inevitabili problemi per falde e sorgenti”. Un caso su tutti: “Sono le stesse carte progettuali a segnalare la possibile essicazione della sorgente del Penturetto”. Per un paese come Vaie che fa dell’acqua una delle sue risorse non è poco. Lo sguardo di Merini va oltre. E va a vedere cosa capiterà  sulla ferrovia storica, “dove da Vaie a S.Ambrogio, lungo sei km, è prevista la costruzione di un argine alto circa due metri e mezzo”. E poi è previsto pure lo spostamento del percorso della linea “storica” e anche della Stazione Ferroviaria di Chiusa San Michele, che verrà  abbattuta e ricostruita pi๠in là , verso Torino. Di pià¹: il progetto prevede l’abbattimento anche di alcuni edifici tra Vaie e Chiusa San Michele lungo la Statale. Altro aspetto inquietante. L’effetto dei lavori di cantieri ma anche (successivamente) dell’esercizio della nuova linea sulle case. La parola è: vibrazioni. “Abitare in un’ampia zona di Vaie (una quarantina di case in via Torino) ma anche in circa metà  delle abitazioni di Chiusa San Michele (le case sulla Statale fino alla piazza delle scuole) potrebbe non essere … piacevole. C’è una parte delle relazioni allegate al progetto che parla di questo problema. In tutto potrebbero essere interessati 350 edifici e a ciascuno di questi il progetto dedica una pagina”. I commenti di Lionello Gioberto e Enzo Merini sono amari: “Il progetto visto così sembra una provocazione . dice il primo cittadino : ma temo sia una cosa reale. Certo mi chiedo a cosa sia servito e a cosa serva ancora oggi l’Osservatorio sulla Torino-Lione se il risultato finale è questo. Nel progetto di qualche anno fa si distruggeva la piana di Bruzolo, oggi si vuole compromettere quella delle Chiuse”. Il tutto mentre Rfi non ha ancora consegnato il progetto sulla tratta nazionale, da Chiusa in già¹. E mentre del tavolo politico che dovrebbe riunirsi a metà  settembre a Palazzo Chigi non si ha traccia. Roma sonnecchia con qualche sobbalzo in un’estate rovente anche dal punto di vista politico. La valle attende altre news.
Bruno Andolfatto Vaie