Lo Statuto del nuovo ente approda nei consigli comunali dei sei paesi In Val Sangone è ufficialmente iniziata la cavalcata verso l’Unione dei Comuni, il nuovo ente locale che dovrebbe portare dal primo gennaio i sei paesi che componevano l’ex Comunità  Montana (Giaveno, Coazze, Valgioie, Trana, Reano e Sangano), oggi uniti nel Consorzio CASA, a fare sistema.

Una scelta, già  precorsa dai sei paesi dell’Alta Val Susa, dettata dalla Riforma finanziaria, che paventa : non essendoci ancora il decreto regionale – la soppressione dei consorzi a partire dal prossimo anno e da quella degli enti locali, che obbliga i comuni al di sotto dei 5000 abitanti ad associarsi.

L’Unione si muove dalla volontà  di mantenere in Valle la gestione dei servizi socioassistenziali, evitando così che finisca nella pi๠ampia Comunità  Montana Val Susa e Valsangone o nell’ancora pi๠ampio bacino dell’Asl, e prevede in futuro l’esercizio in forma associata di numerose funzioni: catasto, sportello delle attività  produttive, interventi d’ambito sovracomunali, personale, istruzione pubblica, trasporti, politiche, raccolta rifiuti. Il nuovo ente pubblico non mina la presenza dei sei comuni nella Comunità  Montana e prevede un consiglio direttivo, composto dal sindaco, un consigliere di maggioranza e uno di minoranza di ogni comune, un presidente e una giunta.

Tutto è messo nero su bianco sullo statuto in via di approvazione in questi giorni nelle sedute comunali dei sei paesi valsangonesi. O meglio, in tre dei sei paesi. Perché se a Coazze, Valgioie e Giaveno si è corso per l’approvazione del nuovo statuto e per l’elezione dei componenti del consiglio (per Valgioie, Napoli che delega Luigi Vai, Ghia e Fiore, per Giaveno Ruffino, Carè e Canella, mentre a Coazze la nomina passa al prossimo consiglio), a Reano, Trana e Sangano il passo è pi๠cauto. Il punto, infatti, non era in discussione in alcuna seduta comunale degli scorsi giorni. Unanime il commento dei tre sindaci, Celestino Torta, Ezio Sada e Adriano Montanaro, sul posticipo della discussione: concordi sulla scelta di unirsi, ma in attesa di maggiori certezze a livello legislativo.

Eppure non nasconde le sue perplessità  il primo cittadino reanese: “In linea di massima sono d’accordo nel non disperdere altrove la socioassistenza, ma intendo valutare le altre funzioni. Francamente però non capisco tale urgenza: si può fare? I consorzi saranno realmente soppressi da gennaio? Forse è un passo un po’ affrettato”. Titubanze alle quali, si diceva, risponde la convinzione delle maggioranze dell’alta Valsangone. Veduta aerea della Val Sangone