Chiara Badano, giovane di Sassello, è stata beatificata a Roma il 25 settembre scorso Chiara Badano nasce in un piccolo paese, Sassello (provincia di Savona, diocesi di Acqui), il 29 ottobre del 1971, dopo 11 lunghi anni di attesa dei suoi genitori.
E’ figlia unica. Da loro riceve una solida educazione cristiana. I genitori raccontano:

Ruggero Badano (papà  di Chiara): “Io non concepivo un matrimonio senza figli e allora quando andavo con i miei amici, di cui tanti erano già  sposati e avevano dei bambini, ci soffrivo molto, magari non dicevo niente, però pregavo, cercavo di pregare anche sul camion. Allora facevo il camionista”.

Maria Teresa Badano (mamma di Chiara): “Ruggero l’aveva chiesto per l’ennesima volta ad un Santuario della nostra diocesi e così è stato. Quando Chiara è arrivata ci è apparso subito un dono della Madonna. Con il suo arrivo abbiamo avvertito di pi๠la grazia del sacramento del matrimonio. Questa figlia completava la nostra unione e aumentava l’amore tra di noi. Chiara cresceva bella e sana, e ci dava tanta gioia. Ma avvertivamo nell’anima fin da subito, che Chiara non era solo figlia nostra. Ma prima di tutto era figlia di Dio e, come tale, dovevamo crescerla nella sua libertà “.

Chiara ha un carattere generoso, estroverso, esuberante: a soli 4 anni sceglie con cura i giocattoli da donare ai bambini poveri .
Maria Teresa Badano (mamma di Chiara): “Chiara aveva molti giocattoli e come a tutti i bambini le piaceva giocare. Un giorno, mentre giocava nella sua cameretta, io ordinavo la cucina. Ad un certo momento apro la porta e dico a Chiara: “Certo, di giocattoli ne hai tanti, ne hai molti!” e lei dice: “Sì, perché?”. E io dico: “Non potresti regalarne alcuni ai poveri?”. E lei dice: “Sono i miei!” E prende questi giocattoli per paura, per timore. E dopo un po’, vado in cucina e sento lei che parla: “Questo sì, questo no…!”
Mi sono incuriosita, sono tornata sulla porta e vedevo che aveva diviso tutti i suoi giocattoli e poi mi ha detto: “Portami una borsa mamma”; io gliel’ho portata e ha messo un po’ di giocattoli nella borsa. Le ho chiesto: “Ma Chiara, questi sono quelli nuovi!” E lei mi ha risposto: “Mamma, ai bimbi poveri non si possono regalare i giocattoli rotti o vecchi”.

Chiara ascolta con attenzione le parabole del Vangelo e si prepara con particolare impegno a ricevere Ges๠nell’Eucaristia. Colpirà , in seguito, per la sua compostezza e attenzione nel leggere la Parola di Dio e nel seguire la Messa. Rende visita alle “nonnine” della casa di riposo e, crescendo, si offrirà  per rimanere di notte accanto ai nonni materni, bisognosi di assistenza. La sua vita è costellata da semplici fioretti.

Una sera annota: “Una compagna ha la scarlattina, e tutti hanno paura di visitarla. D’accordo con i miei genitori penso di portarle i compiti, perché non si senta sola. Credo che pi๠del timore, sia importante amare”.
Alla mamma, che invita a pranzo una donna anziana, loro conoscente dice: “mettiamo la tovaglia pi๠bella, perché oggi ci sarà  con noi Gesà¹!”.
Se ha una predilezione è per gli altri giovani, per chi è nel bisogno, chi è alla ricerca; non esclude dalle sue attenzioni chi è antipatico.

All’età  di 9 anni Chiara Luce, già  inserita nella vita della sua parrocchia, scopre il Movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich e aderisce come “gen” (Generazione Nuova dei Focolari) alla spiritualità  dell’unità . Da subito ne rimane affascinata. Sarà  l’incontro decisivo della sua vita.

continua Chiara Badano da bambina La famiglia della beata