Punto di riferimento della DC e per molti in Valle di Susa è scomparso martedì 9 a Torino, a 83 anni E’ spirato a casa, martedì 9 dicembre, in serata, dov’era appena rientrato dopo un ricovero in clinica. ”Se n’è andato serenamente, quasi presagisse il distacco- afferma il figlio Franco Maria Botta, consigliere provinciale del Popolo della Libertà- e così aveva insistito per ritornare vicino a noi ed alle sue cose. Così, ci eravamo attrezzati per assisterlo, visto che ormai non si alzava quasi più da letto. Però, anche se rallentato dalla malattia, è stato vigile fino alla fine”. Giuseppe Botta è un pezzo di storia della politica piemontese ed italiana, un autentico cavallo di razza democristiano, tra i più inossidabili della Prima Repubblica. Alla politica fu iniziato dall’onorevole Giovanni Bovetti, padre costituente, deputato e sottosegretario, il suo vero maestro. Nel ’65, il primo incarico di spicco, da consigliere della Provincia di Torino ad assessore alla viabilità, che sarà il tema, ed anche la vocazione, di tutta la sua vita politica. Botta vanta un record condiviso da pochi: è stato parlamentare per ben sette legislature consecutive, dal 1968 al 1994, senza contare che, per undici anni, dal 1981, ha rivestito il cruciale ruolo di presidente della Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera: come a dire che tutte le opere pubbliche passavano attraverso di lui, compresa l’autostrada del Frejus, per dirne una. Ha segnato profondamente un’epoca, cosa che invece i politici di oggi non riescono e non possono fare. Profondamente democristiano, era sopravvissuto alla balena banca senza discostarsi dalle sue idee di sempre. Sfiorato da Tangentopoli, è sempre risultato perfettamente pulito, ed inattaccabile. Laico nel vero senso della parola e fervente cattolico, l’onorevole Botta sapeva tutto di tutti utilizzando un modo antico, diametralmente opposto ai controlli tecnologici odierni. Aveva un suo sterminato archivio: date, facce, anniversari, lui si ricordava di tutti perché se l’era segnato. Vicino alla Valle di Susa, ne diventò quasi parte grazie ad una frequentazione ossessiva ma ordinata, per le campagne elettorali ma anche per le tante amicizie. ”Una stella polare nel cielo della politica”, lo definì qualche anno fa un militante democristiano cresciuto seguendo le sue orme. Uno dei suoi due figli, Franco Maria, ha seguito le strada paterna. E’ stato assessore regionale, tempo fa. Ma ovunque vada, viene presentato come ”l’onorevole Botta”. Perché tutti hanno pensato, pensano, e penseranno sempre al papà. E’ la forza dell’abitudine. Ma anche il segno di quanto la persona e la presenza di Giuseppe Botta si siano radicate tra la gente. Anche di queste valli e paesi. Addio, grande ”Derrick”, come qualcuno simpaticamente l’aveva soprannominato. Che la terra, che hai servito nello stile che ti era proprio (quello schiettamente democristiano), ti sia lieve. Botta