Domenica scorsa al Lingotto i tre giavenesi hanno ricevuto il riconoscimento della Camera di Commercio GIAVENO – Le mani in pasta, Roberto Calcagno, ce l’ha da 39 anni e 24 giorni per la precisione.

Salgono invece a 46 e 25 gli anni e i giorni in cui Franco Ruffinatti è alle prese con la lavorazione dell’alluminio.

I due giavenesi, domenica scorsa, si sono incontrati al Centro Congressi del Lingotto a Torino tra i 324 lavoratori premiati dalla Camera di Commercio.

Un riconoscimento che da 59 edizioni l’Ente consegna a chi, con uno stesso mestiere, è praticamente cresciuto. Quasi mosche bianche in anni bui come questi.

Roberto e Franco sono due testimoni d’eccellenza: entrambi piccoli imprenditori di Giaveno – del pane l’uno, dell’alluminio l’altro – accomunati dalla passione per il loro lavoro, dalla capacità di adeguarsi ad un mercato in continuo cambiamento e dalla fortuna di essere supportati da una famiglia unita.

Sull’altro fronte c’è chi, invece, nel mondo del lavoro, si è affacciato da poco, dopo anni di studi e ricerche.

La Camera di Commercio da otto edizioni pensa anche a loro, ai giovani, con il concorso nazionale dedicato alle tesi di laurea incentrate sulla Proprietà Intellettuale.

Ed ecco spuntare il nome di un altro giavenese, Andrea Sferrazza, 26 anni, laureatosi ad aprile con il massimo dei voti in Economia e Direzione d’Impresa.

La sua tesi sui dispositivi tecnologici – le cosiddette “etichette intelligenti” – usate nel settore agroalimentare per fornire più informazioni al consumatore, gli hanno fatto guadagnare il terzo posto nella categoria economica. Tre diversi traguardi per una stessa soddisfazione.

A.Z. Da sinistra Roberto Calcagno e Franco Ruffinatti Andrea Sferrazza con il relatore, il prof. Giovanni Peira