Torna sui banchi di scuola, si diploma e scrive un libro sulle vicende del Maglificio Bosio Un volume, “Storie tessute” di Enrica Cantore, che non può mancare nella biblioteca di un santambrogese che ami il proprio paese.

L’opera è stata presentata giovedì 12 in sala consigliare (locale che un tempo faceva parte del Maglificio Bosio) e introdotta da Marco Sguayzer, professore di italiano presso l’istituto Galileo Galilei di Avigliana e, in un certo senso, promotore del lavoro. L’autrice infati aveva proposto la ricerca sul Maglificio Bosio come “tesina” conclusiva del percorso di studi che due anni fa, a quarant’anni, l’aveva riportata sui banchi di scuola per concludere il cammino interrotto. Il professore l’aveva incoraggiata ad ampliare la ricerca, fino a giungere alla pubblicazione.

“Tornare sui banchi di scuola – ha esordito Enrica Cantore – è stata un’esperienza interessante. La ricerca è partita dai racconti che fin da bambina ascoltavo dalle mie nonne.
Da lì è iniziata quella che vuole essere una storia della fabbrica, ma soprattutto delle persone che l’hanno avviata e vi hanno lavorato, degli incontri e delle amicizie che in essa sono cresciute”.

L’autrice ha illustrato un piccolo assaggio del grande lavoro svolto, mostrando alcune foto dello stabilimento (la cui superficie era quasi pari all’insediamento abitativo di allora) e dei personaggi importanti e spiegando come, dalla nascita di questo complesso nel 1872 fino alla chiusura nel 1950, “la fabbrica” si sia modificata radicalmente e sia stata un tutt’uno nella vita sociale del paese, creando anche molti servizi prima inesistenti: dall’asilo infantile, alla Società  di Mutuo Soccorso, alla Banda Musicale. Enrica Cantore ha poi accennato ai passaggi di proprietà  con i nomi storici pi๠noti: Bosio, Neveaux, Badini Confalonieri, Oggione, ed una famiglia di cui pochi avevano memoria, i Bellia che, dalle ricerche, sembrano essere gli antenati dell’attuale Liabel. Ha anche ringraziato tutti coloro che, con grande disponibilità , hanno contribuito alla sua ricerca.

Tra i presenti, molte persone la cui vita, lavorativa e non, è stata legata a questo imponente complesso, hanno voluto portare la loro testimonianza, dimostrando l’affetto e la riconoscenza verso il polo industriale che tanto prezioso è stato per il borgo ai piedi del Pirchiriano.

Una dimostrazione chiara che ciò che siamo oggi ha radici molto profonde e che senza storia non ci può essere futuro.

Erika Raimondo Enrica Cantore con il libro