“Chiediamo il risarcimento dei danni subiti dalle case” Non si è ancora conclusa la vicenda relativa all’incendio scaturito lo scorso 16 ottobre, attorno alle 20, alla centrale elettrica dell’Enel da 130mila volt di via Dora Riparia, a Ferriera, nella zona industriale, a fianco della Teksid e a 200 metri dalle abitazioni.

E’ partita, infatti, la querela contro i dirigenti dell’Enel da parte delle famiglie Vignola e Zolfio, residenti nell’edificio adiacente alla cabina primaria andata a fuoco. Indagini finite nelle mani del pubblico ministero Gianfranco Colace. Ad oggi non c’è ancora nessuna accusa, ma soltanto un formale esposto delle famiglie coinvolte nella vicenda.

I dirigenti dell’Enel, contro cui è rivolta la querela, potrebbero essere gli attuali, oppure i vertici in funzione al momento della realizzazione dell’edificio. Fiamme alte 20 metri carbonizzarono la parete vicina ai lavori che la Elma servizi industriali stava conducendo per il ricondizionamento dell’olio dei trasformatori.

La causa dell’incendio è ancora da scoprire. Forse un corto circuito scaturito dai lavori di manutenzione che gli operai e tecnici della ditta Elma servizi industriali srl di Moncalieri stavano effettuando nell’impianto che serve, in parte o totalmente, i paesi di Avigliana, Buttigliera, Almese, Villardora, Rosta, Trana, Villarbasse e Caselette. Lavori in particolare che riguardavano la decontaminazione dei trasformatori per conto dell’Enel.
Alla chiamata dell’incendio sono interventi i vigili del fuoco di Torino e i volontari di Avigliana, Rivoli e Rivalta, oltre ai carabinieri di Avigliana e Rivoli.

Vicino all’impianto, un edificio da due piani, con il primo vuoto e il secondo diviso in due alloggi, ospita cinque persone: Rosella Mataloni, Luigi Zolfio 61enni, Piero Vignola 65 anni e il figlio 40enne Renzo. Tapparelle sciolte, vetri frantumati, fumo in tutte le stanze dell’abitazione furono gli effetti di un incendio che portò i vigili del fuoco ad impiegare ore per domarlo.

L’Amministrazione si era subito occupata della sistemazione delle famiglie, visto che l’incendio ha interessato anche la vicina abitazione rovinando tapparelle e l’intera facciata della casa. Da lì, le famiglie trascorsero in albergo ad Avigliana oltre un mese, il tempo necessario affinché fosse ridata l’agibilità  della struttura.

Da allora, la vicenda non appare concludersi e i privati partono all’attacco. «Abbiamo chiesto riconoscimenti morali per l’accaduto e accertamenti tecnici sui campi magnetici della cabina», spiegano i residenti della palazzina di via Dora Riparia. Nel documento sarebbero anche state chieste verifiche sul rispetto delle norme, sulle distanze di sicurezza tra l’edificio abitato e la cabina e accertamenti tecnici sui materiali legati alla presenza di amianto nella copertura dell’abitazione.

L’avvocato della famiglia, Laura Cavallo, spiega: «Siamo in una fase di indagine, attendiamo gli esiti della magistratura». Il documento, arrivato sul tavolo della Procura di Torino lo scorso metà  gennaio, potrebbe portare ai nomi dei responsabili e di eventuali irregolarità .

Fabrizio Pasquino La centrale elettrica colpita dall’incendio del 16 ottobre