Viaggio in Mozambico per un progetto di cooperazione S.ANTONINO - Estate africana per Danila Rege Gianasso. L’assessore santantoninese ha trascorso due settimane in Mozambico, dal 3 al 18 agosto, per un progetto di cooperazione internazionale che coinvolge il Comune, la Comunità  Montana, la Recosol (Rete dei Comuni Solidali), l’Università  di Torino e alcune Organizzazioni Non Governative come l’Unione dei Contadini di Morrumbala, Nexus e Rete. Un progetto che, come primo atto concreto, ha visto la realizzazione di un mulino per macinare il mais, coltura di base nella dieta alimentare della popolazione. “Già  perchè – spiega Danila Rege Gianasso – fino a poco tempo fa i cereali venivano macinati a mano e questo toccava farlo soprattutto alle donne”. E in effetti l’obiettivo del progetto, oltre al “rafforzamento del movimento associativo e cooperativo” è quello della “riduzione del lavoro delle donne”. Ma ecco il racconto del viaggio. “Dopo qualche giorno di permanenza nella capitale Maputo, utile per poter avere un incontro ufficiale presso l’ambasciata italiana in Mozambico abbiamo preso un volo per Quelimane, dove ci aspettava Milo Sepich, referente del progetto della ONG Emiliana Nexus. Appena atterrati ci siamo diretti a Morrumbala: quattro ore di viaggio, di cui solo la metà  su strada asfaltata (e comunque non in buone condizioni)”. Il viaggio nella “vera Africa” per Danila è cominciato lì: ”Sì, in effetti da lì ho cominciato a vedere “la vera Africa”, quella che conosciamo solo dai documentari visti in TV. Lungo la strada abbiamo incontrato numerose persone a piedi o in bicicletta che si spostavano per andare a prendere l’acqua al pozzo pi๠vicino o che tornavano dal lavoro nei campi o dal far visita ad un vicino”.
Il distretto di Morrumbala ha un gran numero di abitanti: “Durante la nostra visita agli uffici comunali l’impiegata dell’ufficio demografico ci ha parlato di pi๠di 100.000 abitanti nell’ultimo censimento, ma non è un numero certo poiché non tutti vanno a iscrivere i propri nati all’ufficio anagrafe, così come non vanno a denunciare le morti. Tutto il “centro” del villaggio si sviluppa su due arterie principali dove si trovano un negozio, due bar, un ristorante e una discoteca”.
Un villaggio povero. L’alimentazione è molto essenziale: carne di gallina o capretto, polenta bianca, mais, riso, pomodori, peperoni, cipolle. “Ma “povertà  va intesa soprattutto come mancanza di strumenti. Azioni che a noi sembrano banali, come fare le conserve con i pomodori qui sono impossibili. Il motivo: si trovano nelle vicinanze i vasetti per poter conservare i pomodori ed è troppo dispendioso farli arrivare dalla capitale”. Ecco quindi il secondo progetto che sta per partire e che ha già  ricevuto il finanziamento dalla Provincia di Torino: ”La costruzione di un essiccatore per poter evitare lo spreco del materiale che viene prodotto anche in grandi quantità  in determinati periodi ma che poi viene a mancare nel resto dell’anno”.
Bruno Andolfatto L'assessore santantoninese Danila Rege Gianasso