L’11 agosto scade la cassa in deroga e c’è preoccupazione. Preoccupazione tra i cento lavoratori CONDOVE : Lunedì 19 luglio i cancelli dello stabilimento Vertek sono stati ancora una volta tappezzati con le bandiere sindacali, che hanno segnato una giornata di stop per esprimere preoccupazione verso le sorti del Gruppo Lucchini che di fatto è ormai completamente in mano russa.
Soltanto quattro mesi fa il colosso dell’acciaio Severstal acquistava l’ultimo 20% ancora in mano alla Lucchini e neanche un mese fa la proprietà  è di fatto passata nelle mani del magnate Mordachov che è diventato azionista di maggioranza con il 50,8% del capitale.
Questa é solo l’ultima mossa di una situazione che da tempo sta destando forte preoccupazione in migliaia di lavoratori (circa 4000) che negli stabilimenti italiani lavorano per l’ormai ex Lucchini.
A farsi portavoce degli ultimi sviluppi sono Giuseppe Florio, dell’Rsu Fiom ed il condovese Carlo Perino che lunedì mattina hanno presidiato davanti alla vecchia Monce. “Oggi siamo qui per esprimere la nostra preoccupazione sulla vendita del Gruppo : dice Florio : e per il forte debito che ha contratto, di 770 ben milioni di euro, che a detta dell’amministratore delegato del Gruppo Lucchini dovrebbe essere rinegoziato entro ottobre ed in questa fase sta passando al vaglio delle banche”.
Ma dipendenti e sindacati vogliono vederci chiaro e non essere spettatori del loro destino: da quando vennero a sapere della vendita chiesero al Governo di impegnarsi a vigilare sulle sorti del secondo colosso siderurgico italiano. Ci fu un primo incontro a Roma il 17 febbraio mentre l’ultimo risale al 5 luglio scorso, cinque giorni dopo l’affermazione di Mordachov come azionista di maggioranza.
Una delegazione si è fatta portavoce di preoccupazioni e perplessità  presso il Ministero di competenza, dove si è tenuto l’ultimo tavolo di confronto, da cui si è ottenuto un prossimo incontro previsto per il 29 luglio: sarà  l’occasione per poter prendere visione del piano industriale che il Gruppo ha presentato alle banche per la rinegoziazione del debito.
Intanto la situazione continua a pesare sulle famiglie che a causa della cassa integrazione si trovano a fare i conti con stipendi ridotti e vivono nella precarietà , senza avere il diritto di sapere cosa riserverà  loro il domani.
L’11 agosto scadrà  il termine della cassa integrazione straordinaria in deroga e probabilmente ripartirà  un altro ciclo di cassa integrazione straordinaria: “L’azienda già  lo scorso febbraio aveva raggiunto il limite di cinque anni tra cassa ordianria e straordinaria previsto per legge – aggiunge Florio – quindi si è dovuto ricorrere a quella in deroga che scadrà  appunto l’11 agosto”.
Non si chiede altro se non azioni concrete e di veder tutelato un principio basilare della nostra Costituzione: il diritto al lavoro.
Per questo lunedì scorso i dipendenti di Condove (circa 100), supporati da tutte le organizzazioni sindacali, hanno incrociato le braccia per tre ore per ciascun turno di lavoro: stessa cosa hanno fatto i colleghi di Lecco venerdì 16 luglio, mentre quelli di Piombino, Bari e Trieste si fermano oggi, giovedì 22 luglio…tutti aspettando il 29.
Giulia Viotti Giuseppe Florio e Carlo Perino