Domenica è intervenuto per benedire la rampa di accesso alla chiesa di Reano L’ultimo impegno pastorale portato a termine ancora in qualità  di Arcivescovo di Torino dal cardinal Severino Poletto è stato proprio in Val Sangone, pi๠precisamente a Reano, presso la chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire.

Qui, infatti, la mattina di domenica 21 novembre scorso, di ritorno dal Concistoro che, a Roma, ha visto la creazione di 24 nuovi cardinali, e appena poche ore prima di cedere, nel duomo di San Giovanni, il pastorale al nuovo Arcivescovo metropolita del capoluogo subalpino, Mons. Cesare Nosiglia, e accompagnarlo alla cattedra di San Massimo, il cardinal Poletto ha benedetto alcune opere recentemente realizzate su volontà  del parroco di Reano don Carlo Franco.

Si tratta di una rampa di accesso destinata alle persone con difficoltà  motorie (e alle mamme con bimbi piccoli in passeggino) che permetterà  a queste ultime di entrare nella chiesa di San Giorgio senza alcun tipo di problema, sfruttando anche un nuovo ingresso laterale, posto sulla sommità  della rampa, che dà  direttamente accesso al luogo di culto, passando dietro a un finto confessionale.

Le nuove opere, che permettono di superare agilmente la barriere esistenti, sono state inserite in armonia con il pregevole contesto architettonico che caratterizza la piccola chiesa parrocchiale, in accordo con la Soprintendenza, e sono state apprezzate dal cardinal Poletto che le ha inaugurate. Domenica, inoltre, ricorreva il 158esimo anniversario della dedicazione della chiesa di San Giorgio.

Il cardinal Poletto, otto anni fa, aveva presieduto la solenne celebrazione eucaristica in occasione del secolo e mezzo di vita dell’edificio sacro reanese, mentre, nel 2004, la sua visita pastorale lo condusse di nuovo a incontrare la piccola comunità , guidata da don Franco ormai da quasi un decennio.Appena sceso dalla macchina, il card. Poletto si è intrattenuto alcuni minuti con le autorità  cittadine, capeggiate dal sindaco Celestino Torta, chiedendo notizie sulla popolazione (1667 abitanti che il porporato, avendo notato diverse case in costruzione salendo verso la chiesa, prevede in crescita) e soffermandosi a parlare del suo immediato futuro lontano dalla guida dell’arcidiocesi torinese.

“Non vado affatto in pensione- ha commentato serafico il card. Poletto- Con un’immagine tratta dal Vangelo, posso dire che non cambio neppure vigna, semmai mi sposto di qualche filare. Ero e rimango prete e vescovo e mi dedicherò ancora alla cura delle anime”. La cerimonia è poi proseguita all’interno della chiesa, dove ad attendere l’Arcivescovo c’erano un centinaio di fedeli e i labari delle associazioni del paese.

Dopo una breve riflessione, il card. Poletto ha benedetto la rampa ed è ripartito alla volta di Torino, non prima di avere salutato, quasi uno a uno, i fedeli accorsi per salutarlo e per invitarlo a tornare presto a Reano.

Alberto Tessa L'ultimo impegno da arcivescovo del card. Poletto La rampa benedetta a Reano