Sport e libri: incontro a Bruzzolo con un protagonista dell calcio anni ’70. Il grande centrocampista monzese, campione d’Italia col torino nel ’76 ed azzurro al mondiale di Argentina nel ’78, a presentato la sua biografia. BRUZOLO- Giovedì 29 gennaio, nel corso di una piacevole serata tra amici al ristorante Il Mulino, ospiti del bravo Tonino Montella, che ha preparato un ricco e gustoso menu a base di pesce, si è svolto un interessante momento culturale e sportivo. Al centro dell’attenzione, un campione, neanche troppo conosciuto, del calcio italiano a cavallo tra gli anni settanta e gli ottanta: Patrizio Sala. Nato a Bellusco, in provincia di Monza, nel ’55, Sala ha esordito sul grande palcoscenico del calcio grazie a Luigi Radice, che lo volle come mediano-sette polmoni (e piedi buoni) nel suo Toro, immediatamente scudettato, nel campionato 75-76. Giocherà in granata fino al 1981, vestendo anche per otto volte la maglia della nazionale azzurra, nelle cui file parteciperà al mondiale di Argentina ’78, per poi vestire ancora le casacche di Sampdoria, Pisa e Parma, fino a chiudere definitivamente la carriera nell’88. Invitato dagli amici bruzolesi Massimo Migliazzo e Virginia Iorio, Patrizio, per il quale il tempo pare essersi fermato, è stato letteralmente preso d’assalto dai convenuti, tra i quali anche parecchi giovani che non erano ancora nati ai tempi dell’ultimo, mitico scudetto granata, per la tradizionale richiesta di autografi. A metà serata, il giornalista-scrittore Antonio Cracas, che ha appena dedicato al giocatore ed all’uomo Sala un’illuminante biografia romanzata, è stato chiamato a spiegare il perché di questo libro. ”Ho deciso di mettere mano a questo volume, perché, dopo aver conosciuto Patrizio, ed apprezzatene le grandi doti umane, mi sembrava che non gli fosse stato tributato un meritato riconoscimento, anche a livello sportivo. Nel Torino di Radice, infatti, Patrizio era in squadra con campionissimi come Castellini e Claudio Sala, Pulici e Graziani, Zaccarelli e Pecci, e quindi poteva magari passare inosservato, dovendo svolgere il duro lavoro di interdizione ed impostazione, recuperando palloni e correndo su e giù per questi grandi assi…”. Ed il libro, per i tipi di Elena Morea Editore di Torino, disponibile al prezzo di 15 euro, 188 pagine di agile e facile lettura, grazie soprattutto alla fluida scrittura di Cracas, impreziosito infine da una deliziosa galleria fotografica, si fregia anche di un titolo accattivante. Che vuol dire? Ha spiegato Cracas: ”E’ la frase di Patrizio che mi aveva colpito di più, quando mi aveva parlato del suo abbandono dell’attività agonistica…Spesso si dice, di un giocatore che smette, che appende le scarpette al chiodo…Patrizio, che non riusciva proprio a smettere, amava dire che gli rimaneva sempre un calzettone”. Al termine della cena, le foto di rito con il campione Patrizio Sala, e qualche ricordo da parte dei vecchi granata, uno dei quali, al suo esordio come tifoso sugli spalti del vecchio Comunale, in una fredda sera di oltre trent’anni fa, ebbe in regalo qualcosa di prezioso. La gara era Torino-Magdeburgo, coppa Uefa. Vinse il Toro 3-1, e ad aprire le marcature fu proprio lui, il mediano ospite a Bruzolo, Patrizio Sala, con una bomba dal limite. L’invito è ovviamente quello di leggere il libro di Antonio Cracas: per informazioni, ecco il recapito telefonico dell’editore Elena Morea di Torino: 011/6504187, 011/6506292, oppure anche 347/7904921. Per i navigatori della rete, elena.morea@elenamorea.it, oppure www.elenamorea.it. Scarica il file cliccando su questo link Scarica il file cliccando su questo link