speciale moda L’importanza della moda e del costume nel nostro Paese e non solo è testimoniata dalla presenza di numerosi musei a essi dedicati, il pi๠noto dei quali si trova a Firenze e appartiene al polo museale fiorentino: la Galleria del Costume sita nella palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti, che traccia una storia dettagliata delle mode che si sono susseguite nel tempo, con una collezione che arriva a pi๠di seimila manufatti fra abiti antichi, accessori, costumi teatrali e cinematografici di grande rilevanza documentaria, e numerosi esemplari prestigiosi di stilisti italiani e stranieri.

In particolare, nelle vetrine del museo è presentata un’ampia selezione di abiti e accessori dal Settecento ad oggi, che viene rinnovata ogni due anni, sostituendo i capi esposti con altri estratti dal deposito. Frequenti mostre temporanee illustrano settori particolari delle collezioni. La selezione espositiva 2010-2012 è dedicata al tema “Moda fra analogie e dissonanze”.

La ‘rotazione’ di abiti e accessori è giocata, secondo quanto spiega sul sito ufficiale www.uffizi.firenze.it la soprintendente Cristina Acidini, sulla duplice polarità  dell’analogia e della dissonanza, valorizzando i punti di contatto fra la moda del passato e la moda del Novecento.

Infatti, accantonato il tradizionale ordine cronologico, gli abiti e gli accessori esposti sono accostati per affinità  di forma oppure per contrapposizione. Si scoprono così affinità  fra esemplari di epoche diverse, compresi fra il XVIII secolo e oggi, dovute a revival di gusti e stili del passato, oppure creati in circostanze storico – sociali analoghe che hanno portato alla scelta di determinati modelli, spesso appartenenti a un passato ancor pi๠remoto. Si incontrano, ad esempio, un complesso abito dello stilista Ferré che fronteggia un’andrienne del XVIII secolo mentre un secondo Ferré, molto pi๠lineare, è posto a confronto con un abito stile Impero.

In virt๠della linea fluida modellata dal plissé, capi anni Cinquanta e Settanta del Novecento sono, invece, accostati a due statuari Fortuny.
L’esposizione, inoltre, pone in evidenza come i diversi tagli dell’abito femminile sottopongano l’immagine del corpo a continue metamorfosi, alterandone le dimensioni, espandendo artificiosamente una parte della figura come i fianchi, la vita e le spalle, o al contrario, lasciando scivolare le vesti fluide lungo il corpo, oppure ancora esaltandone le forme naturali attraverso l’aderenza dei tessuti.

Le forme che richiedono grandi quantità  di tessuti e decori pregiati si manifestano in periodi di stabilità  e di progresso anche nelle riscoperte pi๠recenti. Ad esempio, le ampie gonne sostenute da sottostrutture nacquero furono diffuse fra il Settecento e la metà  dell’Ottocento ma ritornarono negli anni Cinquanta del Novecento, come a testimoniare la volontà  di ripresa economica dopo la Seconda guerra mondiale.

L’alternanza di analogie e dissonanze è stata anche estesa al rapporto fra i capi di abbigliamento e l’arredo, nello specifico i dipinti, concessi in prestito dalla Galleria d’arte moderna. Se considerate il tema “moda” interessante perché non fate una visita alla Galleria del Costume? Da novembre a febbraio è aperta tutti i giorni dalle 8.15 alle 16.30 e il costo intero del biglietto d’ingresso è di 7 euro. beneficiano di riduzione (3.50 euro) i ragazzi di età  compresa tra 18 e 25 anni e i docenti delle scuole statali con incarico a tempo indeterminato. Vi sono, infine, numerose categorie di persone che non pagano l’ingresso, fra cui i cittadini con meno di 18 anni e pi๠di 65; i docenti e gli studenti delle facoltà  di Architettura, Conservazione dei beni culturali, Scienze della Formazione e dei corsi di laurea in Lettere o materie letterarie con indirizzo archeologico o storico-artistico, delle facoltà  di Lettere e Filosofia; i portatori di handicap. Vi è, in ultimo, la possibilità  di un biglietto cumulativo che consente l’ingresso anche al Museo degli Argenti, al Museo delle Porcellane e al Giardino Bardini.

Sara Ghiotto Museo della moda di Firenze