I Comitati No Tav lanciano l’allarme su amianto, polveri sottili e uranio. Cavargna (Pro Natura) sull’accordo italo-francese: “E’ un imbroglio” Il trattato tra Italia e Francia firmato lunedì 30 gennaio sulla Torino.Lione? Mario Cavargna, valsusino e presidente di Pro Natura, non ha dubbi: “E’ l’ennesimo imbroglio, che si basa su cifre e percentuali di fantasia”.

Parole pronunciate giovedì 2 febbraio a Condove, in una sala strapiena di gente, all’incontro organizzato dai Comitati No Tav di Condove, Caprie e Chiusa San Michele sull’ipotesi, avanzata dal progetto della Torino-Lione, di “scaricare” nella cava di Caprie 2 milioni di metri cubi di materiale proveniente dagli scavi delle gallerie. Perché un imbroglio? “Perché – sostiene Cavargna – l’Italia si accollerà il 58% dei costi mentre l’80 per cento della parte internazionale del tracciato è in Francia. E poi chi pagherà le spese, anzi le perdite, della gestione? Chi si prenderà gli incassi? Nell’accordo non c’è nulla di tutto ciò”.

Ma la questione della serata riguarda Caprie. “E’ certo – dichiara Cavargna – che se l’opera andrà avanti, nella cava finiranno 2 milioni di metri cubi di smarino. Che è come immaginare, visto che un camion porta al massimo 10 metri cubi di materiale, una fila di camion lunga 2000 km che parte da qui, va a Milano, arriva giù in Sicilia e ancora non basta”. E di che materiale si tratta? “Gli scavi nella collina morenica nei paraggi di Buttigliera contengono rocce verdi al 42% (alcuni campionamenti sui massi erratici stimano una presenza di amianto intorno al 40”) e nelle rocce intorno a Susa l’amianto si mescola dentro la montagna come in una zuppa”. Tutto questo e altro ancora, per Cavargna, arriverà a Caprie, vicino a Condove e non distante da Chiusa San Michele. “Ma col vento che soffia in valle, gli inquinanti (amianti e polveri sottili) saranno spinti in ogni dove” .

Con quali effetti sulla salute è il medico Marco Tomalino a spiegarlo: “L’amianto provoca due patologie: il mesotelioma pleurico e il tumore polmonare. Che hanno, come esito, la morte. Mentre respirare polveri sottili (particolato, Pm 10 ecc.) provoca patologie respiratorie e cardiovascolari di tipo infiammatorio. E, ad essere colpiti, saranno soprattutto diabetici, fumatori, obesi, oltre ad anziani e bambini. La stessa cosa vale per l’ossido di azoto”.

Poi c’è l’uranio e il radon. Argomenti toccati da Massimo Zucchetti, docente del Politecnico di Torino: “Mio padre – racconta – era ingegnere minerario e si ricorda di quando, in Valle di Susa, cercavano uranio per conto dell’Agip”. Sul megaschermo appare una carta datata 1978 con la valle costellata di punti neri: “Sono i luoghi in cui è segnalata la presenza di uranio. E adesso vengono a dirci che ce n’è solo in modica quantità. Ma a chi vogliono raccontarla?”
Bruno Andolfatto Da sinistra: Massimo Zucchetti, Marco Tomalino, Mario Cavargna La sala del Cinema di Condove strapiena di gente