In 4000 alla fiaccolata a Bussoleno. Sabato pomeriggio corteo a Torino: nessun incidente ma scritte sui muri. Giancarlo Caselli: “Non è un’operazione contro la Valle di Susa”. Il Ministro Cancellieri sulla Tav a “Che tempo che fa” E’ scattata giovedì 26 gennaio, in 15 province l’operazione della Polizia per l’arresto di decine di persone ritenute responsabili di aver partecipato agli incidenti della scorsa estate in Val Susa contro la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Nel mirino gli atti compiuti il 27 giugno e il 3 luglio del 2011, dalle alcune frange violente del movimento NO-TAV e dei gruppi antagonisti.

Sono stati contestati, fa sapere una nota della Digos, i reati di resistenza, violenza, lesioni, danneggiamento aggravati in concorso. Sono stati eseguiti: 26 provvedimenti di custodia cautelare in carcere; 15 misure dell’obbligo di dimora; 1 provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari (permanenza in casa); 1 misura di divieto di dimora nella provincia di Torino.

Le città interessate sono Torino, Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo, Parma, Modena e una localita’ in Francia. Il 27 giugno e il 3 luglio scorsi gli scontri provocarono centinaia di feriti tra forze dell’ordine e manifestanti.

In Valsusa sono stati eseguiti tre arresti: uno riguarda il consigliere comunale di Villar Focchiardo Guido Fissore, che tra l’altro, nel dicembre scorso, accompagnò una scolaresca di Bergamo in una visita al cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa, sollevando molte polemiche.
L’altro provvedimento dell’area riguarda Giorgio Rossetto, del comitato di lotta popolare di Bussoleno e del centro sociale di Torino Askatasuna.
Il terzo, il barbiere di Bussoleno Mario Nucera

In 4000 alla fiaccolata a Bussoleno

Fin dai primi minuti seguenti al blitz, giovedì, è partito il tam tam dei “movimentisti”: sms, social network, siti internet. Con un primo appuntamento proprio nel piccolo paese di Villar Focchiardo, davanti alla casa di Guido Fissore. Poi nel pomeriggio in un altro piccolo centro, a Vaie, nel presidio No Tav battezzato “Picapera” (così vengono chiamati in dialetto piemontese, gli scalpellini). Di fronte a un nutrito gruppo di giornalisti e di militanti No Tav, non sono stati usati mezzi termini. Alberto Perino, uno dei leader della protesta ha parlato di “operazione di chiaro stampo fascista anche se a condurla è stato il Procuratore Gian Carlo Caselli. E mentre, in Italia, Cosentino è libero, i No Tav vengono messi in galera. Ma – ha concluso – la valle non si fa arrestare e giudicare” .
E proprio “La valle non si arresta” era lo striscione che, giovedì sera, apriva il corteo di 4 mila persone che hanno marciato lungo le vie di Bussoleno, partendo dalla bottega di Mario Nucera, il barbiere arrestato. Tante fiaccole accese, slogan, e parole forti nei confronti del Governo e della Magistratura.

Caselli: “Non è un’operazione contro la Valle di Susa”

“E’ un’operazione che riguarda 41 persone, per 25 di queste il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, e solo tre sono della Valsusa. Sbaglia chi pensa che questa operazione sia contro la Valsusa, contro il movimento No Tav e contro le manifestazioni di dissenso mantenute nella legittimità della legge. E’ un’operazione che riguarda esclusivamente fatti di reato e singoli soggetti individuati sulla base di personali responsabilità”. Così il procuratore capo Giancarlo Caselli spiega gli arresti eseguiti questa mattina, giovedì 26 gennaio.
Caselli ha aggiunto che la Procura di Torino sta trattando anche le denunce presentate da alcuni esponenti del movimento No Tav per episodi di violenza che avrebbero subito da parte di esponenti delle forze dell’ordine.”Stiamo trattando tali denunce – ha spiegato Caselli – nel cardine del nostro comportamento di magistrati. Per tutte dobbiamo vedere se esistono elementi di eventuale responsabilità riconducibili a fatti penalmente rilevanti. Se questi verranno accertati – ha detto – perseguiremo i responsabili indipendentemente da chi essi siano”.

Arresti domiciliari per Fissore

Sono stati disposti gli arresti domiciliari per Guido Fissore, il consigliere comunale di Villar Focchiardo che era stato rinchiuso nel carcere delle Vallette nell’ambito dell’inchiesta sugli incidenti della scorsa estate in Val Susa.
Fissore, difeso dall’avvocato Gian Luca Vitale, é indagato per resistenza e lesioni (in concorso) perché é stato riconosciuto come l’uomo che, tra la calca dei dimostranti durante gli scontri del 27 giugno alla Maddalena di Chiomonte, aveva percosso due poliziotti in tenuta antisommossa con la sua stampella. Nel video allegato agli atti processuali lo si vede mentre, in realtà, infastidisce gli agenti – che in quel frangente stanno cercando di forzare una cancellata – con la punta del bastone e, all’interrogatorio di garanzia, ha negato di aver voluto compiere atti di violenza e ha parlato di un semplice e innocuo gesto di ’disobbedienza civile’

I No Tav marciano a Torino, nessun incidente ma tante scritte sui muri

Nessun incidente, bassa tensione, alcuni gesti “sopra le righe” e qualche goliardata. Il corteo No Tav di sabato in pieno centro di Torino ha visto alcune migliaia di persone (tra cui valsusini contrari all’alta velocità Torino-Lione accompagnati da alcuni locali, attivisti dei centri sociali, sindacalisti,esponenti politici di sinistra) marciare sotto la neve mista a pioggia per protestare contro l’inchiesta della polizia e della procura di Torino culminata giovedì con gli arresti di 26 persone, tra cui 3 valsusini
Tra gli atti meno edificanti durante il corteo: il lancio di uova verso l’edificio che un tempo ospitava la sede del quotidiano “La Stampa”, alcuni fotografi intimiditi e le colonne del porticato di via Po imbrattate da scritte contro il Tav, contro il procuratore Gian Carlo Caselli e contro la polizia.
Quindi, in piazza Castello, i manifestanti hanno delimitato uno spazio cintato con nastro rosso per “riprodurre” il cantiere della Maddalena a Chiomonte; mentre da alcune carriole sono stati scaricati rami d’albero, mattoni, calcinacci, pezzi di filo spinato, cartucce di lacrimogeni. “Riportiamo in città una parte delle porcherie che sono state lasciate nella nostra valle”, ha detto Alberto Perino, da sempre tra i leader dell’opposizione No Tav.
E al termine della giornata dall’interno del Movimento No Tav, si è fatta sentire qualche voce critica. Su una pagina face book, un manifestante ha scritto “Gran bella giornata davvero. Ora sarebbe una buona cosa se ci proponessimo per ripulire le scritte sui muri che sono state fatte. Non so se qualcuno del comitato ha già valutato la cosa ma sarebbe un gesto corretto”.

Ma i No Tav non demordono e, per la fine di febbraio, annunciano una “manifestazione nazionale, organizzata in valle di Susa con i sindaci e la comunità montana” con la chiamata a raccolta, proclama Alberto Perino “di tutte le “Resistenze” sparse in Italia.

Intanto il presidente della Provincia, Antonio Saitta, del Pd, ha espresso “profondo rammarico per aver visto gli amministratori valsusini sfilare ’con chi chiedeva la liberta’ per gli ex terroristi”. Il riferimento e’ a Maurizio Ferrari, anziano ex-irriducibile delle Brigate Rosse, un dei ventisei arrestati.

L’inchiesta riprende oggi, lunedi 30, con altre audizioni. E il procuratore Caselli, parlando all’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha risposto indirettamente a Beppe Grillo che,dal suo blog, aveva definito l’ondata di arresti un’’operazione di geometrica potenza” evocando il sequestro Moro: ’In passato mi hanno definito fascista, mafioso, comunista. Adesso sono diventato brigatista”, ha commentato Caselli.

Il Ministro Cancellieri: “No alla violenza, sì al dialogo ma il Paese deve scegliere”

“All’interno delle manifestazioni, anche delle più sane, non si può mai consentire la violenza”. Così il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri , domenica sera durante la trasmissione ’Che tempo che fa’ condotta da Fabio Fazio su Rai Tre, e’ tornata sulle proteste dei ’no-Tav’, all’indomani della manifestazione svolta a Torino e dopo i recenti arresti.
“Nessuno ha criminalizzato il movimento, ma nelle manifestazioni in Val Susa c’é stato qualcosa di diverso. La violenza non si puo’ mai consentire”. Cancellieri, poi, ha spiegato di non sapere “se ci saranno ancora degli spazi” di dialogo con i manifestanti, ma ha anche garantito che, se ci fossero, “saranno percorsi fino in fondo”, pur precisando che “il Paese deve anche fare delle scelte”. Descrizione dell'allegato Descrizione dell'allegato