Il presidente della Comunità Montana Valsusa e Valsangone interviene sulla vicenda dei 26 arresti avvenuti giovedì scorso in seguito alle manifestazioni No Tav dell’estate scorsa I giornali e le televisioni hanno dato molto spazio alle perquisizioni e agli arresti, avvenuti nei Comuni di Villar Focchiardo e Bussoleno e in altre zone d’Italia, di esponenti del Movimento No Tav accusati di aver commesso atti illegali durante gli episodi di contestazione a maggio e luglio del 2011 presso il cantiere della Maddalena. Alcuni politici torinesi mi hanno criticato perché non ho,come loro, esultato nel vedere persone portate in carcere. Pur evitando ogni prematuro giudizio sul merito dei reati ascritti agli imputati, vorrei esprimere il mio punto di vista. Sono sempre stato, sono e sarò contrario ad ogni forma di violenza e di illegalità e, con i miei colleghi Amministratori, abbiamo sempre lavorato per impedire scontri e danni. Esprimo immutata la mia stima per il Procuratore Caselli, per l’azione della Magistratura e cito la recente dichiarazione del Guardasigilli Paola Severino: “Lo Stato non ripaga mai con la vendetta, ma vince con il diritto e l’applicazione scrupolosa di regole e legge”.
Ebbene, il nostro Codice penale prevede passaggi ben precisi e tipici delle democrazie evolute in caso di violazione delle leggi ovvero: accusa, tre gradi di processo, condanna definitiva, carcere. Lo stesso Codice penale prevede l’arresto solo per possibile reiterazione del reato, possibilità di fuga, inquinamento delle prove. Nel caso specifico si è partiti dal carcere, a nove mesi dai fatti, senza che gli imputati avessero alcuna ragione o possibilità di fuggire, con le prove fissate indelebilmente dalle riprese televisive e fotografiche.
Azione svolta con un’ampia diffusione nei mass media che genera il sospetto di voler trasmettere un forte monito ai dissidenti della nuova linea ferroviaria. Strategia criticabile soprattutto in un momento che vede i Sindaci della Valle di Susa impegnati a stemperare le tensioni e ricondurre la protesta nell’ambito dell’assoluta legalità. Azione intempestiva in un periodo di crisi finanziaria che trascina nelle piazze migliaia di persone che si vedono ridotti diritti, pensioni, servizi e possibilità di incidere nelle scelte politiche.
Il Professor Monti presiede probabilmente il migliore Governo possibile con il peggiore Parlamento della storia della Repubblica e quest’ultimo si è espresso in senso garantista contro l’arresto di un deputato, mentre altri cittadini non hanno avuto lo stesso trattamento di favore ancorché imputati degli stessi reati. E’ difficile trovare spiegazioni plausibili a questa altalena di comportamenti, un giorno garantisti, il mese dopo forcaioli. Appartenendo alla schiera dei garantisti ritengo che l’Onorevole Cosentino, il Comandante della Concordia, i “No Tav violenti” non debbano essere incarcerati se non dopo un regolare processo e una condanna. Questo non vuole dire abbracciarli o condividere i loro comportamenti. Rilevo anche che questi arrestati non hanno agito per mero tornaconto personale, ma per opinioni, giuste o sbagliate, sulla visione politica e sulla tutela dell’ambiente. Queste persone potranno anche essere condannate, ma noi Politici e Amministratori, protagonisti di questi venti anni di dissidi sui fronti del Sì e del No, non potremo mai dirci estranei politicamente e moralmente, da quello che è avvenuto e avverrà.
Sandro Plano
Presidente Comunità Montana
Valsusa e Valsangone
Sandro Plano