Torino-Lione: a Chiomonte c’è anche chi contesta i contestatori. Chiomonte 2010 non è come Venaus 2005. Potrebbe diventarlo? I comitati No Tav ci credono e martedì 4 maggio hanno pacificamente presidiato il centro del paese.

Oggetto della protesta: il cunicolo esplorativo previsto da Ltf in località  La Maddalena (che nei piani dei fautori della Torino-Lione sostituisce quello inizialmente previsto a Venaus).

Una cinquantina le persone che hanno sfidato la pioggia intensa con le loro bandiere e che, nel tardo pomeriggio, hanno dato vita a una vivace assemblea presieduta dall’immancabile Alberto Perino, che ha dato due appuntamenti.

Il primo per il 13 maggio: “Il sindaco ha chiamato i tecnici di Ltf per spiegare alla popolazione di Chiomonte i vantaggi del buco e del cantiere alla Maddalena. Dobbiamo andarci tutti a sentire cos’hanno da raccontare e poi speriamo di avere la possibilità  di fare domande e di dire la nostra. Altrimenti ci faremo sentire“.

Secondo appuntamento per domenica 23 maggio: “Andremo tutti alla Maddalena per mettere delle piantine e rimboschire l’area che dovrebbe essere interessata dal cantiere. Ognuno acquisterà  una pianta a dieci euro e si prenderà  l’impegno di custodirla e innaffiarla“.

Un operazione mediatica? “Certo che sì“, è la risposta di Perino.
Ci guardiamo intorno e la domanda sorge spontanea: ci saranno una cinquantina di persone, ma quanti sono i chiomontini? “Sì e no una decina” dice un po’ sconsolato un manifestante.

In effetti in giro per Chiomonte, nei confronti della tav e del cunicolo esplorativo, al massimo c’è indifferenza. E qualcuno, anzi, esprime anche la “protesta contro la protesta” non facendo mancare espressioni colorite verso i comitati: “Quattro pivelli che arrivano da chissà  dove e che vengono a rompere le scatole qui“.

Ribatte subito una signora di Chiomonte, No Tav dichiarata: “Questi sono tutti valsusini che difendono la loro terra. E altrettanto dobbiamo fare noi“. Fa capolino la prospettiva di nuovi corpo a corpo con le forze dell’ordine. “Fare i sondaggi all’autoporto o nelle discariche della cintura di Torino era facile : aggiunge Perino : altra cosa è salire fin qui alla Maddalena e, soprattutto, scendere. Ci troveranno in mezzo alla strada a ostacolarli“. Ed è Luca Abbà  a prometterlo: “Chiomonte diventerà  un’altra Venaus“.

Con Ludovico Jengo che accusa il sindaco Renzo Pinard di aver svenduto il paese per qualche denaro: “Esattamente 800 mila euro, la cifra promessa da Arcus, braccio operativo della “Società  per lo sviluppo dell’Arte” per il museo del paesaggio e il prato archeologico di Chiomonte“. E mentre arrivano questi soldi, dice Jengo, “nessuno si preoccupa di difendere il villaggio neolotico che dalla Maddalena arrivava fino alla Val Clarea e che sarebbe da valorizzare“.

E tuttavia i chiomontini che dissentono dal dissenso non mancano. Dalla vicina “Trattoria della posta” entrano ed escono avventori che mandano senza troppi preamboli i manifestanti a quel paese.
Si accende qualche discussione e si va a meno uno dal mettersi le mani addosso. “ : dicono Tino e Francesco, due avventori della trattoria : perché le piantine non sono venuti a piantarle 40 anni fa? Non si accorgono che Chiomonte è un paese morto? Che qui non ci hanno neanche fatto lo svincolo dell’autostrada? E che forse dopo tanto tempo ci faranno la seggiovia? E che di lavoro qui non ce n’è e quindi ben venga pure il cantiere della Tav?

Alberto Perino non ci sta: “Ma immaginate cosa vuol dire convivere per anni con un cantiere lungo pi๠un chilometro, con la polvere, con camion che vanno avanti e indietro. Forse per qualche anno ci sarà  “da mangiare un po’” ma poi dopo non rimarrrà  nulla

Marco Barotto: “Io sono un ex ferroviere e sono d’accordo con la Tav. Vedo troppa gente, troppi giovani senza lavoro. Almeno qualcosa porterà “. Chiomonte come Venaus? “Ma non scherziamo per favore : dice Francesco che scherzosamente si definisce uno squatter di 74 anni : qui a Chiomonte il 90 per cento vuole la Tav“.

La pioggia continua a scendere. E la discussione continua. I No Tav scendono verso la bassa valle, terra certo pi๠legata alla protesta.

Sapranno esportarla in alta valle? La sfida è aperta.

Bruno Andolfatto I NoTav in piazza a Chiomonte