Per le intense precipitazioni nella notte tra il 16 e il 17 giugno, strade e sottopasso allagati, fango e pietre ai Favro, frane in montagne e voragini in via Carlo Emanuele Nubifragio a Bruzolo, diversi i danni. Nella notte tra mercoledì 16 e giovedì 17 giugno, le intense precipitazioni che hanno coinvolto la Valle si sono scatenate con grande violenza sulla media valle e fortissime nella zona compresa tra Bruzolo e San Didero. Intense raffiche di vento e rovesci di pioggia battente di inaudita violenza hanno trasformato le strade in ruscelli, trascinando pietre, sabbia e altro materiale, causando allagamenti di cantine e abitazioni e mandando in pezzi un tratto di strada di fronte al Castello di Bruzolo, a causa della rottura della condotta di raccolta delle “acque bianche” (di 50 centimetri di diametro) per sovrapressione. Già  a metà  del pendio di Bruzolo, infatti, l’acqua saltava fuori dai chiusini delle condotte, creando fontanili in mezzo all’acqua che ruscellava sulla strada e portando con sé pietre e sassi in via Umberto I e via Carlo Emanuele. Su questa strada, una massa d’acqua imponente ha letteralmente sollevato l’asfalto nella zona del Castello per un tratto di circa 30 metri, allagando garage e abitazioni della parte bassa della via. Un fuoristrada è anche finito per tutta l’altezza della ruota posteriore in una voragine creatasi nell’asfalto e pur avendo ancora tre ruote in presa, si dovuti trascinarlo fuori con un trattore. Al livello di guardia anche il Rio Pissaglio, rigagnolo senz’acqua per gran parte dell’anno, ma torrente impetuoso e pericoloso per il paese (che ha alluvionato periodicamente per secoli) in quei momenti, raccogliendo acqua da tutto il versante fino ai 2700 metri dello spartiacque. Allagato inoltre il sottopasso di accesso al paese, in cui è anche finita un’automobile che aveva probabilmente ignorato il semaforo rosso e i cartelli con il divieto di circolazione, mentre si contano alcune frane sulle strade montane delle borgate Marere e Lattodi. Per tutta la notte Un vero e proprio nubifragio che non si è trasformato in alluvione perché i rovesci sono per fortuna cessati nella mattinata di giovedì 17. Il pensiero dei bruzolesi pi๠anziani è corso ai terribili giorni dell’alluvione del 1957, che avvenne proprio negli stessi giorni di giugno. Un paragone non azzardato, perché il livello delle precipitazioni ha risvegliato – come accade solo in questi grandi fortunali : rii di solito inesistenti, come quello che scarica acqua della comba Giordanera, nei pressi della Chiesa parrocchiale, o quello dei Favro, che infatti ha trascinato parecchio materiale nella strada omonima. Accadde così anche nel 1957 e allora Via Carlo Emanuele : appena pavimentata a cubetti di porfido – fu sventrata da voragini alte due metri. E anche questa volta, una delle vie principali del paese è stata pesantemente danneggiata da questo evento eccezionale.
Nella mattinata di giovedì il sottopasso è stato riaperto, così come via Favro, mentre rimangono chiuso al traffico i 50 metri di via Carlo Emanuele davanti al Castello, tra via Marconcini e via dei Mille, utilizzate come deviazione. Il nubifragio nella notte L'asfalto spaccato in via Carlo Emanuele. Il resto del manto di questo tratto, che appare integro, è stato sollevato di una decina di centimetri I lavori di sgombero in via Favro Rimedi contro l'acqua ai Favro Sacchetti di sabbia davanti alla porta del Castello La voragine in via Carlo Emanuele I