Sabato 25 il presbiterio di Susa ha accolto il nuovo sacerdote “Fidei donum” SEMBRAVA DI ANDARE a un matrimonio, tanto si erano tirati a lustro i condovesi che a Susa, dopo aver parcheggiato in capo al mondo, si recavano in cattedrale sabato mattina, 25 settembre. Erano invece arrivati nella città  di Adelaide per assaporare la gioia di partecipare all’ordinazione sacerdotale di un giovane malgascio che, giunto in val di Susa dieci mesi fa, era già  entrato nel cuore di tutti quelli che lo avevano conosciuto, compresi i giovani dell’oratorio e gli scout, con i quali aveva condiviso momenti bellissimi nei campi estivi.
E’ proprio a Condove che don Théogène Randrianahasina ha iniziato a svolgere il suo ministero di diacono (ordinato il 14 marzo scorso), collaborando col parroco don Silvio Bertolo.
Alla messa hanno partecipato fedeli di altre comunità  diocesane, insieme a uomini e donne della comunità  malgascia di Torino. Erano presenti i sindaci di Condove, Piero Listello col vicesindaco Emiliano Leccese, di Borgone Paolo Alpe e il rappresentante del sindaco di Susa, assessore Roberto Follis. Intorno all’altare, oltre a numerosi presbiteri della diocesi segusina e al Priore dei benedettini di Novalesa, vi erano quattro sacerdoti “fidei donum” che operano in Italia: don Gabriel a Susa, don Abele a Vicenza, don Jean Baptiste a Torino, don Desiré a Teramo, in Abruzzo. I “fidei donum” sono preti, come don Théo e don Gabriel, mandati per un periodo di qualche anno a svolgere servizio in una data diocesi del mondo, dove scarseggiano i sacerdoti.
Il vescovo di Susa ha manifestato la sua piena soddisfazione per questo evento, con un’omelia (che pubblichiamo a pag. 54) nella quale dice tutta la sua ansia di ravvivare la spinta missionaria e vocazionale nelle comunità  diocesane: « Quest’aiuto da altre diocesi dice quanto Dio ci vuole bene e anche che la Chiesa è Cattolica, cioè “una” in tutto il mondo. (…) Théogène, sei inviato agli uomini di buona volontà  per santificarli, istruirli sulle grandi cose che Dio nel suo amore ha fatto per la persona umana, e guidarli a tutta la verità . (…) Da alcuni anni ho chiesto preghiere in diocesi, specialmente ore di adorazione eucaristica, perché il Signore, Padrone e Pastore della Chiesa, mandi santi operai per la sua messe. (…) Il mio sogno è che nascano nelle parrocchie gruppi missionari, che promuovano l’entusiasmo fattivo per le missioni ».
La cantoria parrocchiale condovese ha animato i canti insieme al gruppo malgascio. I canti liturgici del Madagascar hanno inondato la cattedrale di musicalità  bella e inusuale, comprese le litanie dei Santi che hanno preceduto l’ordinazione, mentre la processione offertoriale si è svolta con andamento di danza, al canto “Amin’ny fo madio ah Baba no anoloranay e…”, che vuol dire “Con cuore puro, o Padre, ti offriamo….”.
Ripetuti applausi scroscianti hanno sottolineato i ringraziamenti finali di don Théogène, fatti con sentimento e con spirito gioioso e accattivante, dimostrandosi già  campione di simpatia. Possiede ormai una buona padronanza della lingua italiana, merito suo e della professoressa Rossana di cui è stato brillante allievo.
Ed ecco la prima messa a Condove, domenica mattina 26 settembre, con la comunità  che gli si è stretta intorno con commozione e gratitudine. La strada si è aperta ed il cammino è appena cominciato. Buona strada, don Théo.
Angelo Lupo Don Theo Danza di gioia in Cattedrale dopo l'ordinazione sacerdotale di don Théo