Scritte ingiuriose contro il sindaco alla Stazione. E il Pd reagisce La decisione del Comune di Bussoleno (amministrato dal centro sinistra e dal sindaco del Pd Anna Allasio) di rientrare nell’Osservatorio ha suscitato accese polemiche nel paese e nella valle di Susa.

Al punto da costringere il primo cittadino a ridimensionare la portata della decisione e a precisare che si tratta “di un gruppo di lavoro organizzato dalla regione, funzionale alla conferenza dei servizi”.

Distinguo che, però, non paiono convincere i No Tav duri e puri che attaccano la Giunta: “E’ una scelta inaccettabile”, attacca il circolo di Rifondazione Comunista Meyer Vighetti, “che se attuata può aprire in seno alla Comunità  Montana una falla pericolosissima nel fronte di solidarietà  tra i Comuni che si oppongono alla Tav”.

La pensa così anche la minoranza di “Bussoleno Provaci” (che alle scorse elezioni amministrative ha mancato il governo del paese per soli 4 voti) che accusano sindaco e giunta di aver cambiato rotta e che, per questo, indice una assemblea pubblica per questa sera, martedì 26 ottobre alle 21, nella sala del consiglio comunale.

Intanto, proprio nella giornata di martedì 26, nei pressi della Stazione Ferroviaria di Bussoleno, sono apparse alcune scritte che affibbiano al sindaco Anna Allasio l’epiteto di “servo del Pd” e agli esponenti del Partito Democratica l’etichetta di “servi di Roma”.

Il segretario Regionale del Pd Gianfranco Morgando, dal canto suo, contrattacca e parla di “scritte ingiurose e di volantini sprezzanti (questi ultimi ad opera di Rifondazione Comunista). Purtroppo questi fatti dimostrano come il movimento No Tav non cerchi il confronto, ma, calpestando le regole democratiche, voglia lo scontro frontale con l’unico obiettivo di impedire l’apertura dei cantieri. E’ evidente che in questo schema chiunque preferisca l’opzione del dialogo venga indicato come traditore e messo all’indice”.

Conclude Morgando: “Prima le liste di proscrizione invocate da Perino contro i ‘collaborazionisti’, poi le minacce agli imprenditori, ora tocca al Sindaco Allasio. In Valle di Susa c’è chi vuole alimentare un clima di paura ed intolleranza arrivando a parlare di “continuità ” tra la lotta No Tav e la lotta contro il nazifascismo. Una parallelismo delirante che abbiamo già  conosciuto in tempi bui della nostra storia. Pertanto, occorre fare al pi๠presto tutto il necessario per impedire che l’estremismo trasformi la protesta dei valsusini contrari alla Tav in una guerra contro lo Stato e la democrazia”. Le scritte comparse sui muri della stazione Le scritte sui muri della Stazione