L’iniziativa delle Pro Loco valsangonesi di unirsi si arena un’altra volta. I motivi?Troppo campanilismo e scarsa convinzione Poco più di un anno fa, le Pro Loco di cinque dei sei comuni della Valsangone – tranne Reano, che continua a esserne priva – tornavano ad unirsi, dando vita alla “Provalsangone”. Un’iniziativa non nuova, che nasceva dalle ceneri dell’ “Unione della Pro Loco”, nata nel 1996 e arenatasi cammin facendo. La prima uscita pubblica del nuovo sodalizio fu il 5 febbraio, con l’investitura delle maschere valsangonesi a Villa Favorita di Giaveno, alla presenza anche dei rappresentanti della Comunità Montana. Appuntamento che quest’anno non si più tenuto.

Che fine ha fatto la “Provalsangone”? Per la seconda volta, l’iniziativa – lodevole in sé – si è nuovamente arenata. Le motivazioni? Poca convinzione e troppo campanilismo, parrebbe capire dalle voci dei presidenti delle diverse Pro Loco. Di certo un po’ di amarezza traspare dalla voce di chi era stato nominato coordinatore, Aurelio De Vicariis, che ha preferito autosospendersi dall’incarico. “Diciamo che ho fatto un passo indietro – spiega – e che la Provalsangone sta cercando un’identità, causa una non sufficiente convinzione, ma di fatto non è sciolta. Siamo partiti con molto entusiasmo, io per primo che ho profuso tempo e impegno. Mi sono però accorto ad un tratto che non c’era assonanza di idee, che alcuni preferivano guardare al proprio gruppo e basta. Io cercavo di fare da traino ma solo alcuni mi seguivano”. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e disperdere le forze è la mancata manifestazione al Giardino Botanico Rea: una castagnata che avrebbe dovuto tenersi a novembre e coinvolgere tutti, legata ad un’iniziativa culturale, con il coinvolgimento della Comunità Montana. “Mi sono mosso, ho preso contatti ma non c’era la volontà corale di organizzarla – continua De Vicariis – Da quel momento ho deciso di non prendere più iniziative. Mi spiace perché resto dell’idea che la sinergia premi sempre, in questo aumentando la risonanza della Val Sangone oltre i suoi confini. Ma senza spirito di gruppo non si va da nessuna parte”.

Uno dei promotori dell’unione è Giorgio Passet, presidente della Pro Loco di Valgioie: “Fermo restando che lodo l’impegno profuso e l’ottimo lavoro di De Vicariis – afferma – penso che il problema sia dovuto al mancato interesse nel progetto da parte di due Pro Loco. E’ un peccato, perché si sarebbero potuto organizzare iniziative di più ampio respiro, ma ritengo che ora come ora sarebbe prematuro tornare a unirsi. Meglio lasciare passare un po’ di tempo”.

Punta invece sulla questione politica Paolo Vigni, storico presidente del sodalizio di Coazze: “Secondo me la Provalsangone non era abbastanza staccata dalla politica, come invece avrebbe dovuto essere. Detto questo, credo siano mancati la volontà e il dialogo”. Si dice però fiducioso per un futuro ritorno all’unione: “Non sarà mai facile coordinare tutte le forze in campo, che hanno pesi molto diversi tra loro, ma allo stesso modo sono convinto che avremmo tutto da guadagnarci da un progetto comune”.

Meno convinto sull’idea, invece, il presidente della Pro Loco di Sangano, Sergio Pasta: “Io l’avevo detto fin dall’inizio: è molto dura riuscire a mettere insieme così tante teste e così tante idee – afferma – Oltre al fatto che guidare una Pro Loco è un impegno affatto semplice: non sembra, ma dietro ad ogni manifestazione c’è un grande lavoro, in termini di impegno e tempo. Unirsi, organizzando altre iniziative, porta inevitabilmente ad aggiungere impegni a quelli che già sono a calendario in ogni paese. Io vedo qui a Sangano: ne organizziamo cinque o sei, ma sono impegnato ogni settimana. Il rischio è quello di fare troppo e non riuscire a farlo nel modo migliore”.

Anche Paolo Vagnone, guida della Pro Loco di Giaveno, punta sul calendario delle manifestazioni già pieno in ogni comune e quindi sulla difficoltà di aggiungerne di nuove. “A mio avviso fondamentali dovrebbero essere il dialogo con la Comunità Montana, di cui non ho trovato un riscontro praticabile, e l’appoggio delle amministrazioni comunali. Il tutto mantenendo un’identità super partes: un compito tutt’altro che facile, che per un certo periodo De Vicariis ha tentato di portare avanti con impegno ammirevole. Forse però è mancato un chiaro progetto alla base: si voleva fare più turismo, più cultura o più spettacolo? In partenza la volontà c’era e l’idea era valida, ma cammin facendo ha prevalso una certa rivalità campanilistica”. Rinascerà quindi la Provalsangone? Impresa ardua a compiersi e, stando alle diverse opinioni, in questo momento, anche solo a pensarsi. L’unione, a volte, non sembra fare la forza. Descrizione dell'allegato