Il 30 aprile a Bussoleno manifestazione per il lavoro La cassa integrazione dilaga ovunque, anche nelle aziende valsusine. Con numeri da brivido. La crisi è probabilmente nel suo momento peggiore e non risparmia nessuno. E quella del 2009 sarà  ricordata come una Pasqua da cassintegrati. Se non peggio, come per i 78 lavoratori della Cabind di Chiusa San Michele, per i quali lo spettro della mobilità  è ormai vicino. Con questa situazione gli enti locali non stanno a guardare. E promuovono, insieme alle forze economiche e sociali del territorio, una marcia per il lavoro. Che si svolgerà  giovedì 30 aprile a Bussoleno, il giorno prima della festa dei lavoratori. L’idea è emersa mercoledì pomeriggio, in una riunione che si è svolta in Comunità  Montana Bassa Valle di Susa, presenti amministratori comunali, forze economiche e sociali del territorio. L’obiettivo pare essere quello di dare vita non a una marcia di protesta ma di proposta, per e non contro. Tanto che, probabilmente, per l’occasione verranno formalizzate alcune proposte da inoltrare alle forze politiche, alla Regione, al Parlamento, al Governo per rilanciare l’economia locale e il sistema delle imprese. Accesso al credito per le piccole realtà  produttive e spostamento in avanti di alcune scadenze fiscali (come i versamenti Iva) sono alcune delle ipotesi su cui si sta discutendo. Intanto, l’elenco delle aziende in difficoltà , in valle di Susa, si allunga ogni giorno. Tra i numeri colpiscono quelli dell’Alcar di Vaie (205 in cassa), della Tekfor di Avigliana (456), dell’Azimut di Avigliana (800), della Selmat (220) e della Sogefi (250) di S.Antonino. Lavoratori Cabind durante la manifestazione di sabato 28