Riunione dentro il Municipio, protesta fuori SUSA – Mercoledì 9 giugno, Palazzo Comunale in via Palazzo di Città . Un gruppo di una cinquantina di persone con le bandiere No Tav staziona davanti al Municipio. Che cosa sta succedendo? C’è una riunione inattesa dai pià¹: la presentazione, da parte dei tecnici Ltf, del progetto della Torino-Lione, per il tratto che interessa la piana di Susa, alla commissione urbanistica, al sindaco e ai consiglieri comunali. Tecnici e consiglieri comunali, al loro arrivo, sono accolti da parole non proprio benevole. Ce n’è per tutti, pure per il cronista, reo di “intervisté i ciuc”…. quando e dove non si sa, ma tant’è… Si prosegue.
I giornalisti rimangono per il momento all’esterno. Poi vengono fatti salire in aula consiliare ma a una precisa condizione: possono assistere solo alla presentazione con la proiezione delle slide e poi prendere macchina fotografica, penna e taccuino e uscire. Il dibattito e le domande tra i rappresentanti delle istituzioni segusine e i progettisti della Torino-Lione avviene a porte chiuse. L’incontro inizia ma prima deve arrivare il proiettore. Eccolo. I tecnici Ltf armeggiano un po’ con fili e collegamenti. Si può cominciare. Settanta slide, in gran parte già  viste e conosciute che raccontano cosa capiterà  nei 2,8 km a cielo aperto, che separano lo sbocco del tunnel internazionale dal tunnel dell’Orsiera passando attraverso la Stazione Internazionale e l’area tecnica. Con le varie modifiche che interessano le due statali e anche la A32, che in un tratto, dovrà  essere rialzata di quasi due metri per consentire il passaggio della nuova linea ferroviaria. A illustrare le “carte” (il preliminare dovrà  essere pronto entro fine giugno) è proprio uno del pool dei progettisti della nuova linea, tal Michele Pantaleo di Tecnimont. Inizia assicurando che “lo sbocco del tunnel è stato spostato rispetto all’ipotesi iniziale e che, da lì in poi, la linea non interesserà , se non marginalmente, le case e che gran parte delle aree interessate sono di proprietà  della Sitaf. Lo stesso palazzo degli uffici della Società  che gestisce l’autostrada sarà  … salvato”. A non “salvarsi” (per modo di dire), invece, spiega Pantaleo, “sarà  la residenza per anziani San Giacomo che – assicura il tecnico – verrà  rilocata”. La struttura privata, detto in altri termini, verrà  ricostruita da un’altra parte”. Tutto questo mentre, “per circa 1300 metri la statale 25 verrà  rialzata di due metri e sarà  a servizio della Stazione internazionale di Susa”. Nessuna modifica, invece, al tracciato della A32 ma “soltanto” un rialzo di un metro e novanta per circa 550 metri. Deviazione “di circa 1250 metri anche per la linea FS (l’attuale Susa Bussoleno). Anche lo svincolo dell’autostrada verrà  “rimodellato e razionalizzato”
Ma come sarà  la Stazione Internazionale? “Sarà  realizzata “a ponte” sulla nuova linea e permetterà  l’interscambio dei viaggiatori tra la nuova e la vecchia ferrovia”
Ma quali treni passeranno sulla Nuova Torino-Lione? Spiegazione di Pantaleo: ”I Tgv internazionali tipo il Parigi Milano e poi i treni regionali ad alta velocità , da Lione a Torino con fermate a Chambery, St. Jean de Maurienne (che ha una stazione gemella a quella segusina) e a Susa per poi proseguire la corsa”. Non solo, ma ci saranno pure i “treni della montagna, nei week end delle stagioni invernali, che permetteranno di collegare Parigi a Susa. E, in parallelo, altri treni che partiranno dal Sud Italia per fermare a Susa e attestarsi a St. Jean de Maurienne. Saranno dei veri e propri treni charter”. Tutto questo mentre sulla Susa-Torino continueranno a circolare i treni regionali. Ma una quota rilevante sarà  quella dei treni merci, divisi in due categorie: quelli “classici” che viaggeranno a 100 km orari e quelli dell’autostrada ferroviaria con velocità  fino a 120 km. orari. Mentre i treni passeggeri raggiungeranno i 220 km orari. “Velocità  – spiega Pantaleo – che però per noi progettisti non sono… vangelo. Abbiamo ampio mandato di fare un progetto che preveda anche velocità  pi๠basse proprio evitare sconvolgimenti al territorio”. Da aggiungere, inoltre, la lunghezza massima dei convogli che non potrà  superare i 750 metri.
C’è poi, sull’area dell’attuale autoporto e della pista di guida sicura, la cosiddetta area tecnica. “Sorgeranno uffici tecnici, un posto di manovra, un fabbricato tecnico e un eliporto, una sottostazione elettrica, un fabbricato per servizi ausiliari e un’area di stoccaggio e parcheggio. Con una promessa: ”Qui potranno trovare occupazione circa 150 persone”. Fine della presentazione. Punto e a capo. Il presidente della Commissione Urbanistica, Davide Savigliano, invita cortesemente i giornalisti a lasciare l’aula. “Così possiamo discutere serenamente”, aggiunge il sindaco Gemma Amprino Giorio. Anche se, dai banchi della minoranza, Luigi Beltrame si lascia scappare: ”Questa é censura, perchè li mandate via?”.I cronisti non oppongono resistenza. Lasciano il palazzo. E sotto, ad aspettarli, trovano i No Tav. Ma questa è un’altra storia. Anzi un’altra versione della stessa storia.
Bruno Andolfatto

No Tav all’attacco: “Saranno demolite pi๠di 80 case”
Sono pi๠o meno le 17 di mercoledì. I cronisti escono dal Palazzo Municipale. Il gruppo di No Tav, capeggiati da Alberto Perino e da Mario Fontana, avvicinano i cronisti. “E con noi non parlate?”, chiedono. “Certo che sì”. E allora eccola la versione No Tav: ”Dicono che non toccheranno le case? Raccontano balle”. Fontana indica i punti dove passa la linea: ”Le case interessate saranno almeno una ventina. E c’è anche una pizzeria che dovrà  essere abbattuta”. Di pià¹. Alberto Perino rincara la dose: ”Dovrebbero anche dire che nei dintorni di Susa dovranno mettere in piedi un cantiere grande almeno come quello del Gottardo. E allora, a sparire, saranno un’altra sessantina di case. In tutto siamo intorno alle 80 abitazioni interessate”. Mica poche. E della questione spostamento della residenza San Giacomo? “Circolano voci strane circa un’operazione immobiliare con tanti, tanti soldi – dice Perino – che riguarda una zona dove una volta c’erano stalle di mucche e maiali. Lì potrebbe essere spostata la residenza e forse anche essere realizzato qualcos’altro”. Le solite voci maliziose? Staremo a vedere.
Ma sono sempre i cantieri a tenere banco. “Dicono che scaveranno con la fresa. Ma una fresa è lunghissima e per i primi 500 metri (nel tunnel di base come nella galleria geognostica di Chiomonte) dovranno procedere con l’esplosivo. Gli effetti sulle case circostanti li conoscono bene gli abitanti di Giaglione che hanno già  avuto l’esperienza della costruzione dell’autostrada e della Centrale Aem”
Bruno Andolfatto Protesta No Tav Susa Stazione Internazionale Susa Michele Pantaleo, tecnico di Tecnimont Il sindaco di Susa Gemma Amprino con alcuni consiglieri comunali