Presentato il progetto di sviluppo territoriale. Un miliardo e 400 milioni di euro stanziati nei prossimi 18-20 anni UN anno di confronto, di analisi, di progettazione. Alla fine eccolo qua. E’ il piano strategico della Valle di Susa, frutto del dialogo tra la Provincia (che ha coordinato il tutto) e 71 sindaci dei comuni pi๠o meno direttamente interessati dal passaggio della Torino-Lione. Varato giovedì 12 marzo nella sede della Provincia dal presidente Saitta e dall’assessore Giorgio Giani si è beccato, com’è inevitabile che sia, le prime critiche a poche ore dall’uscita: ”libro dei sogni” secondo alcuni, “lista della spesa delle compensazioni per la tav” secondo altri, con simmetrie singolari e interessanti da parte di chi, a vario titolo, non vede di buon occhio tutto questo.
Ma tant’è, la politica segue le sue logiche, specialmente in procinto dell’ennesima campagna elettorale che si sta per aprire.
Allora vale la pena aprire la scatola e vedere cosa sta dentro questo piano (vedi i servizi a pagina 2) e capire cosa dicono gli artefici di questo gran progettare.
Sobrio come sempre il commento di Antonio Saitta: ”L’obiettivo è che il territorio possa ritrovare coesione e progettualità  unitaria per affrontare la competizione con altri contesti territoriali. Che nessuno resti indietro è uno degli slogan del piano che dovrà  essere attuato in tempi diversi, con interventi a breve (5 anni), medio (10 anni) e lungo periodo (20 anni)””.
Cinque gli ambiti del piano: mobilità  sostenibile, sviluppo economico sostenibile, riqualificazione ambientale e territoriale, messa in sicurezza del territorio, sviluppo integrato del territorio montano, con un volume di investimenti significativo, dell’ordine di 1,387 miliardi di euro, di cui il 46% del totale di cofinanziamento statale”.
E cosa non è questo piano lo ha spiegato Paolo Foietta: “Non definisce i tracciati della Torino-Lione che, invece, toccano all’Osservatorio. E non è nemmeno l’insieme delle compensazioni della nuova infrastruttura”. Insomma, dice Foietta, “qui si cerca di alzare il tiro, di progettare investimenti su un grande corridoio europeo, di dar vita a un territorio che agisca come un solo uomo, dove ogni area ha la sua vocazione”. E allora eccolo questo territorio, su una direttrice che parte da Chivasso e arriva a Bardonecchia, interessando qualcosa come 1 milione e mezzo di abitanti. Ed ecco il Piano, che parte dalla sicurezza idrogeologica perchè, dice l’assessore Paolo Giani, “senza questa non può esserci sviluppo e capacità  di competere. Luoghi che vanno sott’acqua con frequenza sono destinati a essere perdenti”. Le cose concrete, pensate con il concorso di Finpiemonte, del Censis e con il concorso del Ministero delle Infrastrutture, oltre alle questioni del riassetto territoriale, riguardano la mobilità : ”Dobbiamo costruire un vero sistema ferroviario metropolitano sul modello della Rer parigina – dice l’assessore provinciale Giani – connesso alla metropolitana di Torino. Un’opera che serve non solo a Torino ma che guarda a uno sviluppo policentrico”. Così il Piano immagina la crescita di luoghi come le città  di valle: Avigliana (cerniera con la metropoli) e Susa (punto di collegamento con l’alta valle e punto strategico con l’ipotizzata realizzazione della stazione internazionale della Torino-Lione)”.
Su questo, aggiunge Foietta, si innesta il progetto di sviluppo economico sostenibile del territorio: ”Un capitolo pi๠che mai attuale in questi tempi di crisi e che, proprio per questo motivo, è stato ridiscusso e ripensato. Con iniziative che possono mettere in campo qualcosa come 350 milioni di euro”. Su un punto però Foietta è chiaro: ”Queste non sono opere compensative ma il legame con la Torino-Lione è chiaro. Il Piano Strategico ha senso nel momento in cui la nuova ferrovia viene realizzata”. E alcuni interventi possono decollare subito, a partire dall’estensione della banda larga su cui la Sitaf ha pi๠volte dichiarato la disponibilità  a mettere in campo la “sua” infrastruttura, cioè l’autostrada”. E adesso che il Piano c’è che si fa? Per il presidente della Comunità  Montana Bassa Valle Antonio Ferrentino “non c’è un minuto da perdere, prima che tutto venga inghiottito dal bailamme della campagna elettorale. Bisogna aprofittare della disponibilità  del ministro Matteoli, stabilire al pi๠presto un incontro con il Governo che validi il Piano in modo da smontare le favole che già  iniziano a circolare, e cioè che non ci sia nemmeno un euro stanziato, che questo sia il piano delle compensazioni. L’unico modo per smontare i castelli accusatori è che il Governo approvi al pi๠presto questo lavoro”. Linea che vede d’accordo il presidente Antonio Saitta: ”Stiamo entrando nel periodo elettorale, un momento in cui l’irrazionalità  prevale. E pi๠teniamo il Piano lontano da quel clima pi๠abbiamo possibilità  che possa camminare. Dobbiamo fare in modo che il Governo lo approvi al pi๠presto e dotarci quanto prima di un organismo per la gestione dl Piano. La soluzione potrebbe essere una struttura sul modello dell’Agenzia che, a suo tempo, gestì le opere olimpiche”. E l’ufficializzazione al Ministero delle infrastrutture del Piano Strategico dovrebbe avvenire entro il 30 marzo. Con un suggerimento da parte del Commissario sulla Torino-Lione Mario Virano: ”Scegliamo subito quali sono le misure chiave, prioritarie, in questa fase di crisi economica, ossia nell’arco temporale 2009-2010″. Che è un modo di dire: non aspettiamo che partano i cantieri della Torino-Lione per far decollare il Piano. Alcune cose si possono fare subito, senza aspettare…. il treno. tav piano strategico