Il sindaco di Chiomonte preoccupato dopo i fatti di lunedì: “Lo Stato mi ha lasciato solo” CHIOMONTE : Minacce e insulti per il sindaco Pinard, colpevole di essere un primo cittadino Sì Tav, e di aver accettato di ospitare il cunicolo esplorativo alla Maddalena. Una scelta che può essere non condivisa, criticata anche duramente, ma che non può condannare un sindaco a subire offese o minacce contro lui e i suoi figli. “Questa è una pagina terribile per la storia di Chiomonte” dice con un tono di voce sommesso. Dovrebbe essere contento, come Sì Tav, che alla Maddalena ieri siano entrate le forze di polizia, ma così in realtà  non è. Perché Pinard teme per la sua incolumità : “Mi sento abbandonato dalle istituzioni.

E’ vero, hanno riportato l’ordine alla Maddalena, tra le vigne e i boschi, ma il paese e il Comune sono rimasti incustoditi, senza protezione da parte dei carabinieri, e chiunque poteva e potrebbe in questi giorni fare dei danni, agendo indisturbato”. Infatti per il sindaco ieri non è stata una giornata facile: “Alle 7.55 ho ricevuto la notifica del Prefetto che metteva i vincoli di occupazione in alcune zone del paese interessate dal cantiere. Poi alle 10 sono venuti in Comune alcuni rappresentanti dei Comitati No Tav, erano ovviamente esasperati per quanto era accaduto alla Maddalena. E naturalmente se la sono presa con me e mi hanno dato la colpa di tutto, anche perché sono l’obiettivo pi๠semplice da insultare o minacciare. Allora sono andato con loro verso la Maddalena, per verificare lo stato dei fatti. Lì ho preso insulti di ogni tipo. Poi sono tornato in municipio, e verso mezzogiorno sono arrivati altri No Tav dei comitati a discutere con me, mi hanno nuovamente insultato e minacciato. Due o tre di loro hanno pure appeso una bandiera No Tav accanto al tricolore davanti al Comune, indisturbati”.

Pinard è consapevole del dissenso e lo accetta, ma è preoccupato per la sua famiglia: “Dovrò prendere provvedimenti, e sicuramente segnalerò i fatti. Ma a chi? Chi mi tutelerà ?”. Nella giornata di ieri sono venuti a trovarlo anche alcuni sindaci dell’Alta e Bassa Valle, ma nessuno : tra Plano e la maggioranza No Tav in Comunità  Montana – si sarebbe fatto sentire: “Mi sarei aspettato almeno un cenno di solidarietà , invece niente. Peccato. Sono convinto di aver fatto le cose nella maniera giusta, anche se ai No Tav può sembrare ridicolo. Ma avrò pure il diritto a non pensarla come loro?”. Il rammarico è per la mancanza di protezione da parte delle forze dell’ordine: “Ieri qui a Chiomonte non c’erano per difendere il Comune, che rappresenta un pezzo dello Stato. Se non verranno loro, mi auguro che lo faccia qualche cittadino. I comitati mi hanno pure chiesto di dimettermi…ma sarebbe grave se un sindaco desse le dimissioni solamente ed esclusivamente perché non sente lo Stato vicino. Non voglio farlo, però non posso neanche rischiare la sicurezza personale e della mia famiglia per cose simili. Lo Stato qui a Chiomonte ieri non c’era”.