Cesana – Bloccata la Parcolimpico CESANA – Il sindaco ha emesso il 23 gennaio un’ordinanza urgente per bloccare la Parcolimpico srl, che intendeva svuotare l’ammoniaca dalla pista di bob slittino e skeleton di Pariol. La società che gestisce gli impianti di Torino 2006 infatti il 19 gennaio ha comunicato alla Prefettura di Torino che da ieri, mercoledì 25, sarebbero partiti “i lavori per predisporre le procedure di svuotamento dell’impianto frigorifero della pista di bob”. Tale comunicazione di svuotamento però, al momento dell’emanazione dell’ordinanza, non era ancora pervenuta in Comune, che l’ha avuta in copia soltanto dalla Prefettura venerdì 20 gennaio. Ma il sindaco Lorenzo Colomb è intervenuto subito, per bloccare le operazioni che di fatto avrebbero decretato la morte della pista di bob costata 107 milioni di euro. Senza ghiaccio, infatti, quell’impianto è totalmente inutile. “Considerata l’elevata pericolosità dell’ammoniaca – scrive il sindaco nell’ordinanza – risulta necessario adottare tutte le cautele per provvedere allo svuotamento, ed in particolare bisogna disporre di un piano di valutazione dei rischi, con l’individuazione dei rischi di incidente rilevante”. E qui ci sarebbero delle pecche da parte di Parcolimpico: “Il piano di valutazione dei rischi presentato da Parcolimpico non risulta adeguato alle necessità evidenziate” afferma Colomb nell’ordinanza. A tal proposito, questa carenza è stata verificata durante un’apposita riunione tenutasi in prefettura a Torino venerdì 20 gennaio, con la partecipazione di tutti gli enti interessati. Da qui, la decisione di bloccare le azioni alla pista di bob: “Le operazioni di svuotamento dell’impianto – spiega il sindaco – non potrebbero essere condotte con le dovute condizioni di sicurezza, in quanto il documento di valutazione dei rischi non considera l’individuazione dei rischi di incidente rilevante, e tale elemento può costituire un potenziale pericolo per la pubblica incolumità, nel caso in cui si verificassero condizioni di criticità non considerate”. A tutela della pubblica incolumità, quindi, il sindaco ha sospeso le operazioni di svuotamento dell’ammoniaca. Ora, la Parcolimpico avrà 30 giorni di tempo per fare ricorso al Prefetto, oppure 60 giorni per fare ricorso al Tar Piemonte. In ultima istanza, potrebbero anche fare ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni. Ma la Parcolimpico non cercherà lo scontro con il sindaco: “Non faremo nessun ricorso al prefetto o al Tar, ma seguiremo quanto scritto nell’ordinanza. Se ci sono carenze nel piano di svuotamento, lo modificheremo migliorandolo, in concordia con tutti gli enti interessati – spiegano dalla società – cercheremo di venire incontro alle richieste di maggior sicurezza da parte del Comune, e siamo disponibili anche ad attuare un metodo alternativo per le procedure di svuotamento. In modo da andare incontro anche alle perplessità da parte della procura, che aveva avviato delle indagini. L’importante è poter andare avanti, e poter attuare lo svuotamento, in massima sicurezza”. E’ chiaro che con questa scelta, il sindaco prende tempo in modo da “salvare” la pista, in attesa che arrivino i tanto attesi 40 milioni di euro da Roma, destinati agli impianti olimpici. Bisognerà però capire se questi soldi, una volte approdati da Roma in Piemonte, saranno davvero spesi e destinati alla riapertura della pista olimpica di Cesana. Descrizione dell'allegato