Tra presidi, sondaggi, Sitaf e Comunità  Montana, intervistiamo il presidente della Comunità  Montana Val Susa e Val Sangone, che ha tenuto : venerdì scorso- il suo primo consiglio SUSA : Fino ad oggi chi sta vincendo questa partita a scacchi tra Virano e Plano? Tra presidi, sondaggi, Sitaf e Comunità  Montana, intervistiamo il presidente della Comunità  Montana Val Susa e Val Sangone, che ha tenuto : venerdì scorso- il suo primo consiglio.
Sandro Plano, fino ad oggi la partita dei sondaggi la sta vincendo Virano?
Questi sondaggi non servono a nulla. Perché, come ha detto il ministro, li stanno facendo a Orbassano e Collegno, tra l’altro sul percorso dove passa già  una ferrovia. Allora che senso ha farli? Questi sondaggi sono soltanto un atto simbolico, servono per far vedere all’Europa che stanno procedendo i lavori.
E riguardo l’Osservatorio? Vi hanno escluso.
L’Osservatorio era nato per convincere la Valle che la Tav era necessaria. Se dopo 4 anni di riunioni, di audizioni , di pubblicazioni, vediamo che ben 24 Comuni del territorio approvano delibere in cui manifestano forti critiche contro l’opera, e se per fare due sondaggi ci vuole ancora l’intervento della forza pubblica, allora vuol dire che questo Osservatorio ha delle criticità . E che quindi qualche mutamento di rotta deve essere necessario. Peccato che il mutamento scelto da loro sia stato ancora peggiore, escludendo dal tavolo chi è contrario, e ammettendo solo chi è d’accordo a fare la Tav. Questa non è una grande vittoria…
In questa battaglia i sindaci stanno dalla sua parte?
Ventiquattro sindaci di Valle hanno firmato un documento per gli enti di governo, in cui sostengono che la Comunità  Montana debba continuare ad avere un ruolo centrale e di coordinamento riguardo la questione Tav. Se faranno un decreto per escluderci dall’Osservatorio, lì non avremo pi๠voce in capitolo. Ma è ovvio che come ente continueremo a dire la nostra, e che comunque l’organizzazione e il coordinamento delle azioni istituzionali di Valle la faremo noi, come richiesto dai sindaci.
Ma è pronto a scendere in piazza contro la Tav?
Io ho sempre detto che come amministratore non farò mai niente di illegale. Ma il discorso della protesta è tutt’altra cosa. Se i sindaci decideranno di manifestare, lo faremo. Questa deriva, diciamo “autoritaria”, del governo, in cui si sceglie di discutere al tavolo dell’Osservatorio solo con chi è d’accordo, non è prova di democrazia. Se questa è la filosofia, si dimostra che l’Osservatorio non serve niente.
Come vive questi giorni di presidio di Susa, proprio sotto il suo posto di lavoro in Sitaf? Ci sono ambiguità  o difficoltà ?
Nessuna ambiguità  e nessuna difficoltà . Io lì sotto al presidio non ci sono. Il mio ruolo di direttore d’esercizio dell’autostrada non ha alcun conflitto di interessi con quello di presidente della Comunità  Montana.
Ma Napoli l’ha accusata di questo…
Napoli parla come rappresentate di partito di governo, che ha al suo interno il monumento degli interessi personali e dei conflitti di interesse. Io non ho interessi personali.
Ma neanche aziendali? Pure l’ad della Sitaf Luciani non vuole i sondaggi: avete la stessa posizione…
Quando Luciani dice che fare i sondaggi all’autoporto non serve, perché la zona è già  conosciutissima per i lavori fatti per l’autostrada, e che la Sitaf può già  fornire i dati che ha raccolto, io gli do ragione. Ma con questo, non vuol dire che Luciani sia contro la Tav. Anzi, le posizioni della mia azienda rispetto alle mie sono divergenti. Però a mio parere, quando si lavora si lavora, quando si fa politica si fa politica.
Quindi andrà  o no al presidio?
Non mi oppongo fisicamente al Tav, lo considero un atto non istituzionale. Mantengo la mia autonomia di giudizio e non faccio azioni contro la legge. Non sono movimentista, ma capisco le ragioni dei movimenti. E bisogna distinguere tra un presidio e una manifestazione: sono cose assolutamente differenti. Quando nel 2005 siamo scesi in piazza, era perché c’era stata la militarizzazione della Valle. Adesso invece esponiamo la nostra contrarietà  al Tav con 24 delibere dei Comuni, perché esprimere opinioni diverse è legittimo in democrazia. Per il resto, condivido al 99 % le posizioni del Pd. Solo sulla Tav non sono d’accordo.
C’è chi ha scritto che il Pd vorrebbe farla sfiduciare in Comunità  Montana…
Il giornalismo è una cosa, il pettegolezzo è un’altra. La nostra maggioranza è sostenuta da 24 Comuni, che hanno confermato il sostegno al mio mandato da presidente.
(Fabio Tanzilli) Sandro Plano