Cristiani di diverse confessioni “Uniti nella sua mano” Lunedì 19 in serata, nonostante il clima rigido e la neve, in Cattedrale, le Comunità cristiane di diversa confessione si sono ritrovate insieme a pregare, com’è ormai consuetudine, all’inizio della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Mons. Vescovo Alfonso Badini Confalonieri, Padre Giorgio Vasilescu della Chiesa Ortodossa Romena, la Pastora valdese Laura Leone, il Pastore della Chiesa Battista di Bussoleno, Sergio Tattoli e il Pastore della Chiesa Pentecostale di Borgone, Giuseppe Mazzà, sono stati una presenza significativa di unità spirituale. Il canto guidato dal Coro della Cattedrale, il Salmo di lode e il rito penitenziale hanno introdotta l’assemblea nel vivo della celebrazione.
Il testo base della ‘Settimana’, tratto dal libro del profeta Ezechiele (37,15-19; 22-24), con lo slogan ”Essere riuniti nella tua mano”, è stato proposto quest’anno da una Comunità ecumenica della Corea, un territorio diviso in due Stati. Partendo dalla loro realtà, i cristiani coreani hanno intravisto nella profezia di Ezechiele – due bastoni uniti come parabola della riunione del Regno del Nord, Israele, e il Regno del Sud, Giuda – la speranza di una riunificazione delle Chiese. Il Vangelo, (Gv. 17, 8-11) che Padre Vasilescu ha solennemente proclamato col canto, secondo la tradizione ortodossa, ha riportato una parte della preghiera di Gesù al Padre, affinché tutti siano una cosa sola come lo sono Lui e il Padre.
è seguita la proclamazione della Parola di Dio svolta dal Padre ortodosso, dal Pastore Tattoli, che ha parlato anche a nome delle altre comunità evangeliche presenti, la Chiesa Valdese e Pentecostale, e dal Vescovo. Padre Giorgio si è soffermato sulla necessità di fare spazio alla Parola di Dio dentro di noi, accettando la purificazione che il Signore ci dona, bussando delicatamente al nostro cuore, per donarci se stesso. Solo ”ruminando” la Parola di Dio, si apprezza e si fa luminosa per noi la speranza dell’unità delle chiese, secondo il modello trinitario: Padre, Figlio e Spirito Santo.
Il pastore Tattoli ha portato la riflessione sulla profezia di Ezechiele, che, mediante la parabola visiva di due bastoni, che ravvicinati formano un pezzo unico, annuncia la restaurazione dell’unità dei due regni nei quali si era scisso Israele. ”La restaurazione dei due regni sotto la reggenza di un unico monarca della stirpe davidica non si è realizzata – afferma il pastore -; qual è allora l’oggetto della nostra preghiera? Ha senso pregare per l’unità? Credo che la risposta sia senz’altro affermativa. I due regni non sono stati più riuniti sotto la reggenza di un re della stirpe davidica. Tuttavia quel re è venuto, ma è stato respinto! Quel discendente dalla stirpe di Davide è Gesù, il Cristo, il Messia, ma fu inchiodato su una croce! Allora la riunificazione di cui parla il profeta Ezechiele ci conduce alla dimensione della fede. Cristo è il fulcro della promessa dell’unità dei cristiani. I nomi delle nostre divisioni sono scritti sui legni della sua croce. Quei legni che lui ha trascinato sul Golgota, per noi, a causa nostra . La parabola di Ezechiele convoglia l’idea che i due bastoni uniti sono più robusti di quanto lo siano da soli. La loro maggiore forza, nell’ottica biblica, risiede nel fatto di essere nella mano del Signore.
Mons. Vescovo, prendendo la parola, ha riaffermato il valore dell’unità che a noi cristiani talora sembra difficile, ricordando che il Signore Gesù ha pregato il Padre per noi, e questo ci dà forza e speranza, perché l’unità è nella mano di Dio. Quello che produce la divisione è il peccato – ha affermato ancora il Vescovo – è una mancanza d’amore che porta divisione perfino all’interno dei nostri cuori. Anche nel nuovo millennio possiamo constatare che il mondo continua ad essere diviso e a combattersi. Tuttavia, il desiderio di essere una cosa sola diventa sempre più profondo e cresce tra di noi insieme alla conoscenza reciproca. ”Questa cosa sola sarà proprio il corpo di Cristo che va ricostruendosi giorno dopo giorno. Continuiamo a pregare perché il mondo ha bisogno di incontrare Cristo, che non è un insieme di leggi o di norme, ma è una persona.
I due legni divisi che abbiamo legato insieme e deposto ai piedi della croce, hanno voluto esprimere la nostra certezza che è il Signore che tiene nelle sue mani la nostra vita e ci donerà quell’unità che solo a Lui è possibile. preghiera ecumenica