Il gruppo dell’opposizione, guidato da Giorgio Montabone critica duramente il comportamento della maggioranza: “Si prendono i meriti per un’opera ideata dalla giunta Plano, un intervento già  progettato, approvato e finanziato” Dopo le feste di fine anno torna la politica in città , ed è subito polemica. In seguito all’intervista rilasciata dal sindaco Gemma Amprino alla Valsusa della scorsa settimana (numero 2, 2011), il gruppo di opposizione “Susa” interviene sul progetto di riqualificazione urbana fino ad ora conosciuto come “Barbarossa”.

Nel corso di un incontro sull’argomento, i consiglieri comunali di minoranza (Giorgio Montabone, Luigi Beltrame, Antonita Fonzo, Walter Sottemano e Giorgio Jannon) ci hanno fatto sapere la loro posizione.
“Siamo rimasti piuttosto colpiti dal servizio giornalistico de La Valsusa- ha esordito Montabone- in primo luogo, perché non si fa parola del fatto che il progetto non solo è preesistente all’avvento di questa amministrazione, in quanto è stato realizzato dal professionista locale architetto Luca Braida Bruno, per volontà  e sulla spinta della giunta di Sandro Plano, ma è già  stato finanziato, esattamente con i fondi ricavati dalla transazione con la Sitaf in riscossione di tributi Ici per l’ammontare di poco meno di 500 mila euro, ed anche approvato dagli organi competenti.

Il progetto era stato previsto da noi per andare incontro alle esigenze del centro storico. Dopo anni di critiche, paradossalmente oggi l’attuale sindaco se ne prende i meriti, pur sapendo che si tratta di un’opera fortunosamente ereditata dalla sua amministrazione. E’ il solito gioco di questa maggioranza: si cambiano le parole, in questo caso via la sigla Barbarossa, che non piace, ed ecco al posto il nome del Beato, vescovo di Susa, e si comunica che i lavori previsti verranno in qualche modo modificati in corso d’opera.

Però le cose non sono così semplici, e naturalmente c’è un problema”. E quale sarebbe? “Che l’attuale amministrazione sta partendo con l’intervento senza che tutte le dovute autorizzazioni siano state ottenute. Infatti, quando ancora era sindaco Plano, il progetto definitivo era stato inviato in Regione ed alla Soprintendenza per l’approvazione.

Gli enti preposti avevano pertanto fatto pervenire alcuni suggerimenti di modifica allo stesso progetto, i quali, anche se piuttosto marginali, non erano stati pi๠recepiti per il semplice fatto che, nel frattempo, in seguito alle elezioni amministrative, era cambiata l’amministrazione”.
Quindi, secondo voi, i lavori non potrebbero partire? “La nuova maggioranza si è preoccupata unicamente di modificare il progetto, creando forti rischi per il comune. Il governo di una città  dovrebbe dare il buon esempio ai cittadini, che spesso sono chiamati a rispettare le norme pi๠severe, specialmente nei centri storici. In stato di vincolo ambientale, come in questo caso, non si può fare quello che si vuole, ma occorre avere tutte le autorizzazioni.

Nella seconda metà  del mese di dicembre, il comune si è mosso inviando in Regione tutti gli elaborati in triplice copia. Ma ci vogliono trenta giorni per la risposta ed altri trenta per dare inizio ai lavori. Inoltre, nell’intervista, il sindaco ha affermato di avere apportato modifiche al progetto approvato, spiegando anche quali.

Ma si può procedere in un intervento che stravolge il progetto originario, modificando di fatto gli elementi in base ai quali le ditte hanno determinato le loro offerte? Inutile aggiungere che, in consiglio comunale, di questo argomento non si è mai discusso.

E pensare che invocano sempre la collaborazione della minoranza”. Ma l’opposizione ha qualcosa da dire anche sul versante delle modifiche al progetto: “Secondo quanto emerso dalle dichiarazioni, – sottolinea Montabone- sembrerebbe che l’amministrazione voglia anche intervenire sul vicolo Rosaz, magari per renderlo carrabile. Una cosa che, francamente, ci pare del tutto fuori posto, visto che si tratta di un angolo storico molto importante per la città .

Oltre a non trovarci in sintonia con le loro soluzioni per la viabilità  della zona, abbiamo da obiettare anche sulla soluzione prospettata dal sindaco inerente la grande area verde oltre il salone del centro Rosaz, in direzione Castello: il progetto approvato prevedeva di destinare l’area ad uno spazio a disposizione per attività  ludiche libere, magari anche spettacoli. L’amministrazione, invece, pare intenzionata a realizzare un parcheggio stile quello di piazza d’Armi, ovviamente a scapito del verde”.

A quanto pare, voi bocciate in toto quanto dichiarato dal sindaco in merito al parcheggio Rosaz. “E’ inevitabile, – chiude Montabone- perché il comportamento adottato in questo frangente dimostra la superficialità  e l’incapacità  dell’amministrazione. Adesso è passato un anno e mezzo dall’insediamento: quando vedremo il primo progetto, originale, dell’amministrazione di Gemma Amprino?”. l'area interessata dai lavori l'area interessata dai lavori - foto 2 Giorgio Montabone