L’anniversario festeggiato domenica scorsa con un bel pranzo Sono quaranta le candeline che idealmente hanno decorato la torta di compleanno della Pro Venaus. L’associazione si è festeggiata domenica 13 febbraio con un bel pranzo, con circa centotrenta partecipanti e, addirittura, un fantomatico “delitto in diretta” nel direttivo della Pro Loco, scaturito dalla fervida immaginazione del Gruppo Giovani e che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. La Pro Venaus, come le altre Pro Loco ha nel suo statuto quello di essere “per” il paese in tutte le sue sfumature. Grazie all’apporto di chi ha dato idee e gambe a questo “per”, in questi quarant’anni si è impegnata a fondo in tanti settori. Non solo “per mantenere”, ma soprattutto “per valorizzare”.

In modo assolutamente volontario, allo scopo di promuovere Venaus, far progredire e migliorare il paese. Non trasformandolo, ma accompagnandolo nelle sue trasformazioni, regalando a esso momenti per divertirsi, riflettere, stringere relazioni. Quindi socialità , ma anche tradizione e cultura locali, manifestazioni per grandi e piccoli, momenti di teatro o conferenze, passeggiate naturalistiche e promozione del turismo montano, a Bar o al Rifugio Avanzà , ottenuto ristrutturando in alta quota una caserma ormai cadente.

Un elenco non esauriente, e che pure dà  l’idea dei tanti semi lanciati e dei tanti frutti raccolti, ora pi๠ricchi, ora meno, da questa associazione. L’attività  della Pro Venaus potrebbe essere racchiusa in un libro! Feste e momenti di aggregazione, hanno visto nella Pro Loco un soggetto attivo e volto a far condividere momenti belli a chi vi partecipava, arricchendo di conseguenze quella trama di relazioni, amicizie, conoscenze che innervano come un tessuto connettivo i nostri paesi.

Se quel tessuto connettivo altrove spesso si è sfilacciato, mentre a Venaus sembra aver tenuto un po’ di pi๠alle spinte di disgregazione e individualismo tipiche di questo ventunesimo secolo, ebbene, forse questo è anche merito suo. Basa tutto sull’operato dei volontari, persone che proprio perché “ci credono” si fanno in quattro. Tutto questo è stato ed è la Pro Loco di Venaus. Dal 1971, quando un gruppo di promotori la fondò, ha portato avanti iniziative in modo costante nelle varie stagioni dell’anno, con idee anche molto originali.

Come la bella idea della Festa della Mamma, che premia una madre distintasi particolarmente in momenti difficili. Ancora, la favola dei Re Magi, che su idea di Silvino Viffredo fa rivivere l’antica tradizione che vedeva un membro della famiglia vestirsi da Re Magio per portare i doni ai bambini e vede la Pro Venaus organizzare gruppi di Re Magi che portano doni ai pi๠anziani. O il gruppo sportivo, nato da una costola della Pro Loco e poi divenuto autonomo.

Ancora, il frutto materialmente pi๠cospicuo è la ristrutturazione del Rifugio Avanzà , con l’apertura volontaria della struttura da parte dei soci e il sistema di autogestione da parte degli utenti. Come non ricordare, poi, i tanti sforzi condotti per far conoscere il patois e che ha visto la pubblicazione del libro di Poesie di Luigi Vayr e del dizionario di Adolfo Ettore Marzo, oltre ai convegni e alle passeggiate alla scoperta dei toponimi.

Per la parte cultura e tradizioni significativo nell’ultimo decennio l’impegno della pro loco a valorizzare il costume femminile “da savoiarda” con la creazione del gruppo di savoiarde (parte integrante della Pro Loco, come gli Spadonari lo sono della Banda) che è diventato con gli spadonari l’emblema delle antiche tradizioni venausine.Senza dimenticare il Gruppo Giovani che aggrega i ragazzi proprio come alla festa del quarantesimo. Sono tanti i gioielli scaturiti da quel tesoro di conoscenze, di energie, di attaccamento al paese che è costituito dalla Pro Venaus, che forte dei suoi quarant’anni di esperienza, ora può continuare a crescere insieme al paese.

Andrea Bonelli il “delitto in diretta”, con i ragazzi del Gruppo Giovani (Foto V. Bonelli)