E’ in libreria il libro sulle squadre di calcio della Val Susa dal 1920 ad oggi Chi non ha mai tirato “quattro calci al pallone”? Lo hanno fatto veramente in tanti, anche dalle nostre parti. Dai prati di borgata, agli sterrati dell’inizio del secolo scorso, dai cortili alle piazze dei nostri paesi.

Fino ad arrivare, quasi naturalmente, ai primi campetti, rampa di lancio per gli impianti con le porte vere, quelle con le reti, e non pi๠con i pali costituiti dalle giacche ammonticchiate.

Due valsusini, l’appassionato di microstorie locali Mario Tonini, segusino, classe ’72, ed il nostro valente cronista Luca Giai, sangioriese, classe ’67, hanno provato a raccontarla, questa storia.

Che è poi la storia di tutti quelli che hanno tirato, effettivamente, quei quattro calci al pallone, un gioco di parole che loro hanno scelto anche come titolo per il loro libro.

Un libro, appena pubblicato dall’editrice “Susalibri” di Angelo Panassi di Sant’Ambrogio, che narra, per sommi capi ma con dovizia di particolari e soprattutto attraverso una miriade di fotografie a colori, in bianco e nero e virate al seppia, le avventure delle squadre di calcio della Valle di Susa, dal 1920 al 2010.

Il libro ha riassunto molto bene quanto ricavabile dalle fonti disponibili: gli autori hanno svolto un lavoro febbrile durato mesi, sfogliando circa sessant’anni di pagine de La Valsusa, trenta di Luna Nuova, intervistato decine di giocatori, allenatori, dirigenti, archiviato circa un migliaio di immagini.

Insomma, non ci sarà  tutto, ma ce n’è davvero per tutti. La cosa pi๠bella è che il libro ricorda molto, nella sua accattivante grafica, un ideale album di figurine.

E potrete trovarvi gli stemmi, le maglie, le schede, le immagini, i colori di ben 54 squadre, delle quali alcune scendono in campo ancora oggi, mentre altre sono del tutto scomparse, ma qui c’è la loro memoria.

Il libro si pregia ancora di una fantastica presentazione di Darwin Pastorin, penna fatata al servizio del futbol italo-brasileiro, per una volta imprestata al calcio valsusino.

Pastorin esalta l’opera dei due autori valsusini come una testimonianza diretta del vero calcio, l’effettuato recupero delle “piccole, immense storie”, “perché il football è anche campanile, borgata, gradinata di cemento, ed i giocatori amici, fratelli, e cugini”, e dunque, nel lavoro di Giai e Tonini, “il pallone ritorna alla sua epifania, quand’era, semplicemente, gioco”.

Prendete il libro e sfogliatelo: è uno scrigno di sorprese, e poi evoca i ricordi. Se siete tra coloro che hanno arato i campi zonali con le scarpe bullonate, tra una foto e l’altra sarete assaliti dalla nostalgia per un mondo incredibile, che purtroppo è stato divorato dal calcio-businness, ma che a livello locale spara ancora le sue cartucce.

Ecco perché il libro di Mario Tonini e Luca Giai , se amate veramente il calcio, non potrà  mancare nelle vostra biblioteca. Nello scaffale, però, non prenderà  la polvere, perchè aprendolo, respirerete sempre quell’aria frizzante ed avvertirete subito l’odore dell’erba e del gesso, con dietro, come sottofondo, le urla della gente.

G.B. La copertina del libro Luca Giai Mario Tonini