Alpinismo. Ricordo di un grande personaggio, classe 1930, scomparso a Roma il 13 settembre “Unico amore, la montagna”. Questo il titolo del pezzo, a firma Beppe Gilli, che La Valsusa pubblicò giovedì 25 maggio ’89, raccontando la serata del venerdì precedente, il 19, trascorsa al cinema Cenisio in compagnia di uno dei più grandi alpinisti del mondo, Walter Bonatti.

Il ricordo, colto dalle pagine di cronaca del nostro giornale di oltre vent’anni fa.

“Per festeggiare il decennale della ricostituzione della sezione segusina del Cai- racconta l’allora neo presidente del sodalizio Roberto “Bertu” Alpe- avevo pensato a qualcosa di eccezionale…Così, invitammo Bonatti”.

Intervennero circa 500 persone, un autentico successo di pubblico per la composta città di Adelaide.

Introdussero la serata Stefania Bernard e Marco Cicchelli, dando anche il giusto spazio ad una nuova cartina della valle di Susa, con un attento occhio alla sua storia, realizzata da Luca Patria e Valerio Tonini.

L’ospite d’onore fu invece introdotto dal canto del Coro Alpi Cozie, che creò la giusta atmosfera.

Walter Bonatti, “ormai un canuto cinquantanovenne”, e, sempre a detta del nostro cronista Gilli, “un uomo di montagna abituato al silenzio ed al dialogo solitario”, per scaldare la serata fece largo uso delle immagini delle sue imprese alpinistiche.

Ci si trovava comunque tra appassionati di montagna autentici, tra cui molti giovani.

Bonatti esordì con questa frase: “Non bisogna ricercare quali siano le motivazioni sociofilosofiche dell’arrampicata, l’uomo scala le montagne e basta”.

Schiettezza, nessun giro di parole, alla larga da certe suggestioni misticheggianti dell’alpinismo.

Scorsero così immagini stupende, a partire dalla prime arrampicate sulla Grigna, datate ’49, dove Bonatti utilizzò come corda il filo per stendere la biancheria rubato alla mamma del compagno di ascensione.

Poi, ecco la Est del Gran Capucin, e poi le vere e proprie imprese, decisamente “impossibili”: lo spigolo sud-ovest del Petit Dru, il Monte Bianco per il Gran Pilier d’Angle, ed altre partite spedizioni, tutte consumate nei primi anni cinquanta.

Grazie Walter Bonatti per essere stato con noi. Ed ora che hai scalato anche l’ultima cima, ci guarderai dall’alto. Come sempre.

G.B. Un immagine di Bonatti in montagna