Nell’ intervista al primo cittadino di Giaveno, in corsa per il secondo mandato, si parla di Tav e Comunità Montana C’è già aria di campagna elettorale, anche se mancano i nomi degli sfidanti e l’unica concorrente sicura è proprio lei: Daniela Ruffino, il primo sindaco donna di Giaveno. Forte di una presenza costante, pregio per gli ammiratori e difetto per i detrattori (ma non è facile, fuori dell’arena politica, trovarne tanti). Con un ”bottino” di 500 amici di Facebook in poco più di un mese.
Si candida alla riconferma sulla poltrona di primo cittadino ed i ”boatos” la danno in pole per una candidatura nel Collegio Giaveno-Cumiana alle Provinciali, ma la diretta interessata non si sbilancia ”certo mi farebbe piacere; è importante per Giaveno, lo dimostra l’esperienza di Osvaldo Napoli a Palazzo Cisterna e poi in Parlamento, che ci siano dei riferimenti autorevoli nelle Istituzioni: possono svolgere un servizio importante sul territorio”. Ci riceve nel suo ufficio a Palazzo Marchini. Nel parco, complice il primo sole un po’ caldo di quest’anno, il verde riconquista spazio rispetto al bianco della neve. Sciogliendosi, le cose riassumono una dimensione ed uno spazio. C’è un parallelo con il senso di questo colloquio – che fatica il giusto a combattere il trillo dei telefoni di un sindaco che dà l’impressione di non voler staccare mai – : fissare i punti, capire le direzioni, indovinare le aspettative.
La prima domanda è quasi d’obbligo: si avvicina lo scadere della legislatura, dovendo chiudere in una percentuale l’attuazione del programma? ”Il programma – spara netto il primo cittadino – è realizzato al 100%, ed abbiamo fatto anche di più. Abbiamo tenuto ferme le due grandi direttrici: servizi di qualità e contenimento della pressione fiscale. Da quando mi sono seduta su questa poltrona, non c’è stato un aumento di tariffe per i servizi. Nessun ritocco al rialzo per mensa, nido, casa di riposo, trasporto scolastico. Abbiamo affrontato con decisione il percorso del Piano Regolatore ed abbiamo portato a termine l’approvazione della variante generale entro la legislatura”. Quindi, un voto positivo a questo quinquennio? ”Sì ed è un risultato di una squadra compatta. In Giunta c’è stata sempre armonia e collaborazione; rispetto alla formazione precedente c’erano tre nuovi assessori, di cui due neofiti dell’amministrazione: c’è stato il giusto rodaggio e si è lavorato insieme. Anche i dipendenti, con cui abbiamo costruito una presenza costante sul territorio, lavorandoci palmo per palmo, non facendo mai sentire sole le borgate, rispondendo alle segnalazione dei cittadini. Ecco i cittadini, credo che abbiano potuto sperimentare che hanno un sindaco orgoglioso di esserlo, che ha fatto tutta la sua gavetta per diventarlo, ma non ha mai smarrito la semplicità e la voglia di stare in mezzo alla gente”.
La legislatura del sindaco Ruffino è stata anche la prima in cui ha fatto capolino davvero la questione Tav. ”Noi abbiamo voluto dare un contributo di metodo, quando le cose, nella primavera del 2007, sembravano prendere una brutta piega, con gli amministratori della Val Susa arroccati sul non-dialogo, abbiamo manifestato la nostra volontà ad ascoltare ed a confrontarci. Con la consapevolezza che opere di simile portata è compito del Governo, dopo l’opportuna concertazione, deciderle”. Val Susa, oggi, vuol dire, soprattutto, nuova mega-Comunità Montana, qual’è il giudizio del sindaco di Giaveno? ”Per noi è stata una scelta negativa, e con ragioni di mero calcolo politico, quella della Regione di dar vita a questo accorpamento. Ci stiamo opponendo ed abbiamo fatto anche ricorso al Tar. In ogni caso, però, il nostro spirito di concretezza ci ha spinti a metterci al lavoro anche sull’ipotesi meno gradita: che questa Comunità sia realtà. Sto partecipando al lavoro comune con gli amministratori delle altri Valli che si radunano intorno all’esigenza di dare un ”volto nuovo” all’amministrazione. In Bassa Val Susa, dove da troppi anni i sindaci non sono stati al servizio della gente e dei territori ma delle proprie ambizioni, serve una svolta all’insegna di sviluppo e buon senso. Speriamo che questa sia la strada che imboccherà il nuovo Ente. Intanto per noi è fondamentale il mantenimento dei livelli dei servizi (la socio-assistenza deve rimanere a livello consortile di Val Sangone) e di progettazione”. E la candidatura in Provincia? ”Intanto c’è la consapevolezza che il centrodestra ha scelto con Claudia Torchietto un candidato valido e significativo, che vuole e può correre per vincere. Sul piano personale, certo, la candidatura sarebbe il riconoscimento del lavoro svolto, ma soprattutto un’opportunità per il territorio, che è la mia priorità”. I telefonini riprendono il sopravvento, la primavera elettorale annuncia alcuni dei suoi temi. Ci sarà ancora molto da dire, il sindaco ci saluta e torna al lavoro. Daniela Ruffino sindaco di Giaveno