Decolla un gemellaggio tra la valle e le popolazioni terremotate SANT’ANTONINO di Susa e RUFINA di Roio: due comunità  gemelle. Per affrontare insieme l’emergenza del terremoto. Ma soprattutto, per guardare al “dopo”. Quando le telecamere abbandoneranno l’Abruzzo e il sisma non farà  pi๠audience, quando l’attenzione dell’opinione pubblica diminuirà , quando la facile commozione di questi giorni cederà  posto all’indifferenza.
Rufina di Roio è una piccola frazione di circa 700 anime sui monti che circondano l’Aquila. Distrutta dal terremoto del 5 aprile. E con 560 sfollati, costretti a vivere nelle tende. Nel modo che meno te lo aspetti è scattata un’iniziativa di solidarietà  tra la comunità  di S.Antonino di Susa e questo piccolo borgo.
Che ha portato, ieri (mercoledì 22), alla prima risposta a un bisogno concreto: la consegna di un’ottantina di cassonetti per raccogliere l’immondizia. Sembrerà  una cosa banale, ma proprio questa è stata la necessità  espressa in occasione dal parroco del borgo abruzzese, don Giovanni Mandozzi, in occasione del primo contatto telefonico con il sindaco di S.Antonino Antonio Ferrentino e il parroco don Sergio Blandino. Non ci è voluto molto a convincere l’Acsel Valsusa a mettere a disposizione (gratis) i cassonetti. Che mercoledì sono stati consegnati dagli Aib di S.Antonino, guidati dal caposquadra Stefano Lergo, direttamente a don Giovanni.
E adesso? La storia non finisce qui, anzi. “L’idea – spiega il sindaco – è proprio quella di agire col passo lungo. Di dar vita a un vero e proprio gemellaggio tra la nostra comunità  e quella di Rufina di Roia. Un legame che che duri nel tempo; che non si esaurisca quando si spegneranno i riflettori sulla tragedia che ha colpito l’Abruzzo”.
A far decollare l’idea sono stati Ezio Quaglia (di Volvera) e Silvia Castagno (di S.Antonino). “Sono diventato amico da qualche mese di don Giovanni Mandozzi. E proprio la sera prima del terremoto ero collegato con lui, tramite Facebook. Continuava a dirmi che c’erano ripetute scosse di terremoto. Che lui e la gente avevano molta paura. Abbiamo parlato fino a notte inoltrata. Poi ho spento il computer e sono andato a riposare. La mattina dopo non riuscivo a capacitarmi di quanto era successo”. Ezio Quaglia prova, da lunedì 6, a contattare don Giovanni. Ci riesce dopo alcuni tentativi. “Non sapevamo come dare una mano. Così, con un’amica di S.Antonino, Silvia Castagno, abbiamo coinvolto sindaco e parroco di questo paese”.
Sabato pomeriggio, nel Palazzo Comunale di S.Antonino, la riunione. Sindaco, parroco, associazioni, volontari, semplici cittadini. Mossi da un grande desiderio di solidarietà .
Che si tradurrà , immediatamente, nell’apertura di un conto corrente bancario per la raccolta di fondi. “Ciascun cittadino potrà  contribuire senza spese per il bonifico”. Nelle messe di sabato e domenica,intanto, c’è stata la prima raccolta dei fondi promossa dalla Caritas italiana. E, don Sergio Blandino, ha informato i fedeli sul legame che sta nascendo con la comunità  di Rufina di Roio.
Domenica e lunedì, sindaco e parroco scenderanno in Abruzzo per incontrare personalmente il sacerdote abruzzese e la comunità  colpita dal terremoto. Per una vicinanza fatta di gesti concreti, di solidarietà  concreta duratura. Il gemellaggio è cominciato. Nessuno può mancare. Gli Aib di S.Antonino con il parroco di Rufina di Roio L'incontro nel Municipio di S.Antonino