Palestra gremita martedì sera per l’incontro sull’alta velocità  S.ANTONINO - Dici “Tav” e … tac: la sala si riempie. Anzi in questo caso è la vecchia palestra di S.Antonino, gremita di gente martedì 31 marzo per il confronto organizzato dal Comune, sul tema che da vent’anni tiene banco nelle cronache valsusine (e non solo). Tav, Tac, Torino-Lione: quasi un’ossessione ormai. Capace però di mobilitare come nessun altro tema, crisi economica e occupazionale compresa. A presentare lo stato dell’arte il sindaco (e presidente della Comunità  Montana bassa valle) Antonio Ferrentino, il tecnico di fiducia “valsusino” Angelo Tartaglia e Paolo Foietta, uno dei coordinatori, per la Provincia di Torino, del Piano Strategico per la valle di Susa collegato alla Torino Lione. Tra il pubblico parecchi santantoninesi e la consueta claque dei movimenti no tav.
Tra i temi in discussione, oltre al ventilato, ipotizzato, suggestionato (ma non ancora progettato) passaggio della linea in quel di Villar Focchiardo-S.Antonino, con tanto di stazione di interscambio, il fumetto che, a cura del presidente dell’osservatorio Mario Virano, esce regolarmente (ogni domenica) sulle pagine nazionali de La Stampa. Con chicche che non hanno proprio deliziato i palati dei valsusini contrari all’opera, paragonati in modo poco eleganti a ”cinghialoni” contrari al progresso. Per i No Tav “duri e puri” l’ennesima dimostrazione che “chi siede ancora nell’Osservatorio deve alzarsi, prendere la porta e uscire dall’osservatorio”. Questa almeno la tesi ribadita da Claudio Cancelli e Claudio Giorno. Il problema però, ha controbattuto Angelo Tartaglia, “è capire poi cosa si fa dopo. Qual è il passo successivo. Che strategia possiamo mettere in piedi”.
E, tanto per gradire, proprio sul fumetto Antonio Ferrentino ha garantito che “dalla Comunità  Montana partirà  una lettera al Governo in cui si chiederà  che questa iniziativa propagandistica cessi al pi๠presto”. Già , la propaganda.
Proprio questo, per Tartaglia, è il punto nodale: “Non bastano le cifre. Non basta aver dimostrato in tutti i modi che abbiamo ragione noi, che quest’opera è inutile. Il punto è convincere chi sta fuori dalla valle di Susa, Parlamento compreso, dove invece si ritiene, al 90 se non al 100 per cento, che la tav s’ha da fare”.
“E allora che ci state a fare nell’Osservatorio. Che cosa sono queste indicazioni che dovreste dare ai progettisti? Siete convinti che qualunque progetto che tocchi la valle di Susa non potrà  che essere devastante?”, ha chiesto Cancelli. “Ne siamo convinti – ha ribattuto Tartaglia – e proprio per questo dobbiamo tenere il fiato sul collo a chi tiene in mano la matita dei progetti. Porre vincoli, restrizioni, garanzie. Che di certo faranno lievitare i costi a livelli pazzeschi e che, alla fine, dimostreranno che l’opera è impossibile”.
Una scommessa. “Difficile, ma da giocare. E questo lo si può fare solo stando seduti ai tavoli di confronto. Discutendo”. E non – ha commentato Ferrentino – aspettando le ruspe in trincea com’è accaduto nel 2005″. Giorni che, ha chiosato Susanna Preacco, “nessuno di noi vuole rivivere”. La palestra di S.Antonino affollata durante la serata sulla Torino-Lione