Troppe le richieste di tempo pieno per le prime e le seconde S.ANTONINO - Il governo taglia i fondi per la scuola? La risposta non puಠessere che una sola: arrangiarsi. Possibilmente in modo solidale. E’ il senso della lettera inviata a metà  mese dal dirigente scolastico Susanna Tittonel ai genitori delle future classi prime e seconde della scuola elementare. Che spiega cosa succederà  a settembre: ”Lo avevamo annunciato l’anno scorso – spiega la dirigente – al momento delle iscrizioni. Alcuni potranno godere del tempo pieno (40 ore settimanali, 5 rientri pomeridiani, copertura delle mense col personale docente), mentre altri avranno un tempo scuola di 27 ore settimanali (2 rientri settimanali, niente mensa)”. Le cose potrebbero anche funzionare se questo corrispondesse a quanto chiesto da ogni famiglia: ”Invece non è così – spiega Tittonel nella lettera – e le richieste di tempo pieno sono decisamente superiori a quelle di 27 ore”. Conseguenza: ”Saranno inevitabili differenze e ingiustizie… “. A meno che “non si vorranno trovare insieme (scuola, Comune e famiglie ndr) soluzioni praticabili e condivise”.
Stando ai dati, soprattutto nelle prime, il numero dei genitori che vuole il tempo pieno è decisamente superiore a quello necessario per formare una classe. E anche nelle seconde ci sono problemi simili, “con genitori preoccupati perchè, senza tempo pieno, hanno seri problemi di cura e sorveglianza dei loro figlioli”.
Comune e scuola potrebbero cavarsela dicendo che riforme e tagli dipendono dal governo e che la ricerca di soluzioni non sarebbe di loro competenza. Ma, scrive la preside alle famiglie, “pensiamo che che in una comunità  debba essere possibile individuare soluzioni comuni ai problemi di tutti”. Così, due settimane fa, c’è stato un incontro con i genitori delle classi prime e seconde a 27 ore (che non rientrano nel tempo pieno) per ascoltare problemi e proposte. E un altro incontro, per tutti i genitori dei bambini delle classi prime e seconde, si terrà  lunedì 26 luglio alle 17.30 nella sede dell’Istituto comprensivo.
Tra le proposte emerse nel primo incontro c’è quella di un gruppo di genitori: suddividere tra tutti i genitori che hanno iscritto i bambini al tempo pieno (indipendentemente dalla sezione loro assegnata) i costi di uno o pi๠educatori per garantire la copertura della sorveglianza alla mensa e di un doposcuola organizzato nei tre pomeriggi non pi๠coperti dalla scuola. In questo modo, pur essendo inseriti in classi diverse per motivi didattici, i genitori avrebbero la certezza che i loro figli sarebbero seguiti e custoditi. Anche il Comune si è attivato e ha chiesto alla Cooperativa che si occupa del Centro Estivo, quali sono i costi orari per un educatore (il rapporto deve essere di uno per quindici bambini) e i costi annui suddivisi tra tutti coloro che hanno chiesto il tempo pieno. Susanna Tittonel e il sindaco Ferrentino parlano di “costi accettabili”, senza perಠdare le cifre che dovrebbero essere rese note lunedì.
L’alternativa alla solidarietà  potrebbe essere … un sorteggio, almeno per le classi prime, lasciando alla fortuna il compito di decidere come debbano essere le classi. E per conoscere l’orientamento delle famiglie, nei giorni scorsi, è stato distribuito un questionario da compilare e restituire alle scuole. Lunedì si saprà  se a “vincere” sarà  la solidarietà  o la sorte.
Bruno Andolfatto La scuola primaria di Sant'Antonino La scuola primaria di Sant'Antonino