Sette persone arrestate dai Carabinieri di Susa: vivevano a Villar Focchiardo, Sant’Antonino, Rivoli e Sant’Ambrogio I carabinieri della Compagnia di Susa hanno sgominato un gruppo criminale specializzato in estorsioni e traffico di droga.

Sette persone sono state arrestate in esecuzione di un provvedimento di cattura. Domenico Pavone, 65 anni, nato a Roccella Jonica e residente a Villar Focchiardo, Carlo Mario Pietro Ridolfo, 59 anni, di Sant’Antonino di Susa (To), Cosimo Schirripa, 56 anni, di Tortona (Al), Maurizio Gerace, 31 anni, di Tortona (Al), Silvano Carchidi, 49 anni, residente a Rivoli (to), Teodoro Noce, 47 anni, di Cercenasco (To) e Roberto Murena, 34 anni, di Sant’Ambrogio di Torino (To).

È stato accertato che Domenico Pavone, avvalendosi della collaborazione di Carlo Ridolfo, Cosimo Schirripa e Maurizio Gerace, gestisse un traffico di cocaina in Valle di Susa e le zone di None e Vigone. Infatti il Pavone, oltre ad avere contatti telefonici con il Ridolfi, contattava e incontrava spesso persone abitanti nei comuni di Bruzolo, None, Cumiana e Vigone. Il Pavone, inoltre, ha eliminato il suo diretto “concorrente” sulla piazza di None facendogli capire che quella zona era diventata anche sua. Inizialmente lo spacciatore locale si era mostrato ostile e poco collaborativo, ma dopo aver saputo (forse qualcuno glielo aveva fatto sapere), che il Pavone era legato alle famiglie calabresi che contano, gli ha permesso di vendere droga anche nel suo territorio.

Domenico Pavone, detto Mimmo, con la sua piccola impresa gestiva decine di clienti e le consegne avvenivano a domicilio. Per evitare problemi con le forze dell’ordine, il Pavone aveva studiato un codice di prenotazione personalizzato “criptico” per ogni cliente. Con il barista si parlava di vini, Barbera, Rosato, Dolcetto fino al Brunello di Montalcino quando sia la quantità sia la qualità dovevano essere eccezionali; con alcuni parlava di caffè, liquori e partite di biliardo mentre con altri le ordinazioni erano le piastrelle, il cemento, l’intonaco e i preventivi dei lavori.

Nel corso dell’attività è emerso un’estorsione in atto da parte di Silvano Carchidi, Teodoro Noce e Roberto Murena, nei confronti di un commerciante di Avigliana, al quale era stato fatto credere che la sua amante fosse incinta. L’uomo è stato costretto a pagare oltre 25mila euro per non far sapere la notizia alla moglie e per paura di ritorsione; la banda gli aveva fatto credere che fossero collegati alla malavita organizzata calabrese. Il Pavone si era interessato per fare terminare la consegna di denaro, in cambio del pagamento di un onorario per il disturbo.

Fabio Tanzilli Descrizione dell'allegato