A Forno di Coazze un progetto innovativo COAZZE – Un iter burocratico e costruttivo incredibilmente breve ha caratterizzato la realizzazione della piattaforma di pesca sportiva per disabili a Forno di Coazze, appena due anni e mezzo dall’idea all’inaugurazione avvenuta domenica 6 maggio. La nuova struttura sul Sangone, in località Pisi, può inoltre vantare un altro primato, essendo la prima piattaforma del genere costruita in Italia su un torrente, come ha sottolineato il sindaco di Coazze, Paolo Allais, nel suo intervento di benvenuto e ringraziamento ai tanti attori che hanno reso possibile mettere a disposizione dei diversamente abili uno strumento in più per la pratica degli sport. “L’idea del nostro assessore alla montagna, Aldo Lisanti, ha avuto fin dall’inizio, nell’ottobre 2009, l’adesione entusiastica di Tiziana Nasi, presidente del comitato regionale della FISD, ed il sostegno economico della Provincia di Torino e della Regione Piemonte” ha dichiarato il sindaco, che ha citato altri imitatori di questa nuovissima ed interessante iniziativa.

L’assessore provinciale all’ambiente, Marco Balagna, presente a Forno per il taglio del nastro, ha raccontato come sia stato coinvolto fin dall’autunno 2009, “dalla prima idea del progetto che oggi sono felice di vedere realizzato e che rappresenta sicuramente un forte incentivo alla pesca turistica e sportiva in questa zona, già molto attiva con altre strutture come l’incubatoio. Si è trattato di un progetto in partenza già molto chiaro, ben strutturato e corroborato dall’appoggio di Tiziana Nasi, tutti elementi che ne hanno reso più spedito il processo di realizzazione, così che oggi i disabili con la passione per la pesca possono praticare agevolmente ed in sicurezza questo sport”. La cerimonia inaugurale sul Sangone ha segnato inoltre il primo degli appuntamenti legati alle Giornate dell’Acqua, “quest’anno non potevamo che partire proprio da qui, perchè Coazze ha fatto scuola, – ha continuato Balagna – con un esempio di impegno che favorisce l’aggregazione sociale ed al contempo conferma che l’acqua è un bene da tutelare, mentre la pesca non è attività nociva bensì un validissimo strumento di tutela ambientale”. Il rituale taglio del nastro tricolore è stato effettuato da tre pescatori, Giuseppe Antonucci, Emanuele Spelorzi e Marco Salamone, i quali si sono subito dedicati con successo alla pesca di alcune trote, prologo ideale per la terza edizione del Gran Premio di Pesca svoltosi nella stessa giornata.

Riccardo Salomoni Descrizione dell'allegato