Insegnava patois alle scuole di Salbertrand e collaborava con l’Ecomuseo SALBERTRAND – Nella tarda serata di domenica 2 ottobre, Oreste Rey, memoria storica del piccolo paese altovalsusino, e persona conosciuta in valle per la sua preziosa collaborazione con l’Ecomuseo Colombano Romean, il Parco Gran Bosco e le scuole elementari salbertrandesi, ha raggiunto la Casa del Padre.

Classe 1920, nativo di Salbertrand, Oreste è un ragazzino vivace, che ama leggere e studiare, e che durate il periodo adolescenziale aiuta il papà Gustavo nell’attività di pastore.

Al termine di tale attività e dopo una breve esperienza di studi in seminario, Oreste torna ad occuparsi delle attività tipiche della montagna; con il papà e il fratello Ambrogio, si reca nei boschi adiacenti alla frazione Seu, per procurare la legna, portarla sino all’abitato di Salbertrand, dal quale avrebbe preso il via per la città.

Oreste svolge il servizio militare in Valle Stretta, poi combatte la guerra a Macugnaga, Bari, Ragusa, Dubrovnik, Mostar e la Campagna di Grecia, come artigliere alpino.

Alla fine della guerra, torna nella sua amata Salbertrand, e dopo aver trovato impiego presso le Ferrovie dello Stato, si sposerà con Rosa, dalla quale avrà due figlie Anita e Clara.

Circa 15 anni fa, Oreste decide di riempire una parte del vuoto lasciato dalla scomparsa prematura della moglie, avvenuta nel 1996 iniziando la collaborazione con le scuole elementari locali.

Dato il ristretto numero di bambini, la scuola rischiava la chiusura, attraverso il progetto per la salvaguardia delle lingue minoritarie, che vedeva Oreste come insegnante della lingua occitana, il Provveditorato agli studi di Torino decide che la scuola di Salbertrand proseguirà le sue attività didattiche.

Da qui prendono il via le numerose collaborazioni con l’Ecomuseo Colombano Romean e il Parco Gran Bosco.

Nel 1999 vengono pubblicati i primi, di numerosi “cahier” nei quali viene raccontata la tradizione locale.

Ha iniziato con il racconto sul grande e il piccolo larice, scritti in occitano e in italiano, per continuare con il ricordo sull’industria del ghiacciaio Galambra, e proseguire con l’antica tradizione della coltivazione e lavorazione della canapa, ai lavori del bosco, per terminare con l’attività della fabbrica salbertrandese dedita all’essicazione del merluzzo.

Negli ultimi tempi, anche se costretto in carrozzella, Oreste stava lavorando al computer, che aveva imparato ad usare all’età di 80 anni, su nuovi capitoli della storia locale.

D.A. Oreste_rey