Il presidente leghista non ha accettato gli assessori esterni. Osvaldo Napoli: “Siamo l’Arcore delle Valli”. Fino a mercoledì scorso pareva tutto deciso: la sindaca di Giaveno Daniela Ruffino sarebbe dovuta entrare in Regione Piemonte, nientemeno che come
assessore all’Istruzione. Era il nome esterno sponsorizzato direttamente dal parlamentare Osvaldo Napoli, suo predecessore a sindaco di Giaveno.

La Ruffino è anche consigliere provinciale del Pdl, e presidente della commissione Istruzione dell’Anci (ente dove Napoli è vicepresidente).
Sembrava cosa fatta, ma qualcosa è andato storto, e dopo una serie di riunioni a Roma e Torino, nella giornata di giovedì è arrivata la risposta definitiva: niente da fare. Sul nome della Ruffino, secondo indiscrezioni di palazzo,
ci sarebbe stata anche l’opposizione di altri esponenti del centrodestra,
a cui non sarebbe andata gi๠la sponsorizazzione di Napoli: “Ci sono candidati
che hanno preso 5000 voti alle ultime regioanli e non sono neanche entrati in
consiglio, e dovremmo fare assessore un sindaco che non si è neanche candidato?
“.

Così come, sempre secondo indiscrezioni, non ci sarebbe tantissimo feeling tra Napoli e Cota, come qualcuno ha notato in campagna elettorale. A Giaveno, per esempio,nonostante l’assessore comunale Dina Benna fosse candidata (per la Lega) alle regionali, il sindaco e Napoli hanno sostenuto Claudia
Porchietto. E quando lo stesso Cota è andato a fare il comizio a Giaveno nel suo
tour in nelle Valli, l’unico presente da parte dell’amministrazione comunale
era il vicesindaco Giacone, mentre la Ruffino non c’era.

Ufficialmente, invece, Cota ha optato per due linee guida: quella del non
prendere assessori “esterni” alla competizione elettorale, e quella di tagliare
il numero di assessorati rispetto alla Bresso (da 14 a 12). Tale aspetto lo aveva già  annunciato a La Valsusa, nell’intervista della scorsa settimana. Di conseguenza, ha mantenuto la promessa: l’assessorato alla Ruffino è saltato, e la delega all’istruzione, insieme a quella del turismo, è andata ad Alberto Cirio.

Su questo ed altri temi,abbiamo intervistato proprio i due interessati,
Osvaldo Napoli e Daniela Ruffino.

– Osvaldo Napoli, è deluso dal mancato assessorato regioanale assegnato a Daniela Ruffino?
No, perchè è stato applicato un criterio valido per tutti. Si è scelto di non nominare assessori i due possibili nomi esterni di Forza Italia, ed è stato valido per entrambi. E’ una questione di numeri: da 14 si è scesi a 12 assessori, e quindi la Ruffino è stata esclusa da esterna, come l’altro candidato. Non vedo nulla di strano nelle scelte di Cota. Mi sarei arrabbiato se
fosse stato nominato assessore un altro nome esterno, ma il criterio è stato lo stesso per tutti.

– Ma non è rimasto sorpreso dalla “bocciatura” arrivata all’ultimo?
No, nella maniera pi๠assoluta. anche perchè noi ci siamo sempre comportati bene, e ci atteniamo ai fatti.

– Quindi è soddisfatto?
Sì, perchè anche in questo caso, con le ultime elezioni regionali, da Roma e Torino hanno dovuto tener conto del peso politico di Napoli e Ruffino, e dell’ottimo risultato elettorale: un sindaco del Pdl che prende il 73 % dei voti, il partito stesso che a Giaveno ha preso da solo il 35 %, così come il primo posto nel collegio alla candidata a consigliere che avevamo sostenuto
(la Porchietto ndr), dimostrano che siamo forti. E che è giusto definire la Val
Susa e la Val Sangone, così come ha fatto un giornale qualche giorno fa, “l’Arcore delle Valli torinesi”.

Dello stesso avviso, da Giaveno, anche Daniela Ruffino.

– Sindaco Ruffino, è delusa dall’esclusione?
Nient’affatto, sono assolutamente serena. Mi è stata chiesta una disponibilità  ed io non mi tiro indietro se il partito chiede un impegno. In realtà  avevo scelto di non candidarmi per le Regionali perché se lo avessi
fatto mi sarei dovuta dimettere dalla carica di sindaco già  lo scorso 20 gennaio. Non l’ho fatto perché avevo preso un impegno con i cittadini. D’altro canto, mi sono sentita onorata quando il partito ha fatto il mio nome in un settore, come quello della Pubblica Istruzione e della formazione
professionale, in cui ho molta esperienza. Competenza che è stata riconosciuta
e che, se mi verrà  richiesta, sarò felice di mettere a disposizione, perché ritengo che questo sia un assessorato importante.

– Ma se fosse diventata anche assessore regionale, come sarebbe riuscita
a reggere insieme gli incarichi in Provincia e in Comune?
Francamente non avevo ancora progettato il futuro, e i fatti mi hanno dato ragione. Quello che è certo, è che continuerò ad impegnarmi sul territorio, con sempre maggiore forza, che sia Val Sangone, Val Susa o
Pinerolese. Siamo un gruppo unito, è evidente: il modello di governo messo in
campo in questi anni, il modo di fare politica non arrogante e tra la gente, è riconosciuto e apprezzato. Poche persone sono riuscite ad ottenere un tale consenso e i dati nelle Valli e nei Comuni del mio collegio provinciale sono lì a dimostrarlo.

– Quindi ora che farà ?
Se primo lavoravo 14 ore al giorno, d’ora in poi ne lavorerò 16. Quali saranno i futuri obiettivi? Ribadisco l’intenzione di accrescere sempre di pi๠il consenso sul territorio perché le mie prospettive, com’è chiaro, oltrepassano i confini giavenesi. Siamo una squadra determinata, vedasi anche l’ottimo risultato ottenuto da Claudia Porchietto: credo che il nostro lavoro meriti di essere riconosciuto da tutti.

FABIO TANZILLI
ANITA ZOLFINI Napoli, Ruffino, Porchietto