Appello dell’ass. Valsangone Turismo Un impegno per recuperare la memoria materiale ed immateriale della civiltà  montanara e contadina, per riportare in “vita”quello che le comunità  hanno creato sul territorio per “narrare” le proprie credenze, la propria identità .

Con questo proposito l’Associazione Valsangone Turismo di Giaveno, conduttrice del rifugio escursionistico La Madlena, ha indetto una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi destinata al recupero di una di queste testimonianze culturali del luogo, il pilone di località  Pra Verdin.

“Camminando nei nostri boschi capita spesso di scorgere vecchi piloni votivi, testimonianza di un tempo in cui la religiosità  permeava il tessuto sociale in maniera pi๠diffusa. : illustra Stefania Merla, presidente dell’Associazione – Le strade erano percorse a piedi, magari sulle spalle una gerla carica di terra, letame per concimare i prati, foglie secche per la lettiera degli animali, castagne da conservare per l’inverno, ricci da usare per accendere la stufa … insomma tutto ciò che poteva servire in un’economia di sussistenza che non conosceva né sprechi né rifiuti.

Si coprivano a piedi lunghi tratti e capitava di fermarsi lungo la via per riposarsi, oppure per una preghiera in cui si chiedeva non di rendere pi๠semplice una vita piena di difficoltà  ma di preservare la salute e la vita dei propri cari.” Per questa loro funzione i piloni venivano eretti in corrispondenza di incroci, punti panoramici, cosicché potessero essere visti anche da lontano, o ancora in luoghi di particolare significato per un fatto accaduto, affrescati oppure solo officiati da una statua della Vergine all’interno di un’edicola.

In taluni casi veniva sistemata anche una piccola cassetta per raccogliere le offerte per i pi๠bisognosi. Di queste “memorie” il territorio di Giaveno risulta essere particolarmente ricco: diversi nel tempo sono stati restaurati, fra gli ultimi quello di borgata Piancera per iniziativa dell’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone, dei proprietari del terreno e grazie alla raccolta fondi attivata da La Madlena si è riusciti ad ottenere un ottimo risultato, restaurando il basamento, la copertura e gli affreschi per intero.

Altri piloni sono mantenuti in buone condizioni dall’interessamento di fedeli e della popolazione, altri ancora vivono una situazione di degrado: fra questi il Pilone di Pra Verdin che con questa operazione si vuole restaurare. “Il risultato ottenuto per il Pilone di Piancera ci ha incoraggiati a proseguire sulla strada intrapresa ed a individuare un altro pilone da restaurare, – aggiunge la Merlo – ovvero il pilone votivo di Pra Verdin, lungo la strada che da Maddalena conduce alle Prese Viretto, subito prima del ponte sul fiume Tauneri.

Questa volta non si tratta di salvare gli affreschi ma di evitare un vero e proprio crollo. Poiché oltre al lavoro dei volontari dell’associazione servono anche fondi: presso il rifugio La Madlena è stato allestito un mercatino dell’usato, visitabile negli orari di apertura del rifugio (tutti i giorni escluso il lunedì dalle 11 alle 17, sabato e domenica 10 : 19). Inoltre parte dei proventi delle iniziative eno-gastronomiche del Rifugio la Madlena verranno destinati a questo scopo. Naturalmente si accettano anche offerte volontarie. A riguardo dell’iniziativa abbiamo interessato anche l’Amministrazione Comunale”. Per arrivare ad un restauro in linea con l’originale i promotori dell’iniziativa sono anche alla ricerca di ricordi e informazioni su come era il pilone in passato. il pilone di Pra Verdin