Cartolina dalla Valle di Susa Il Comune di San Giorio di Susa, sito a 435 m sul livello del mare, si estende su una superficie di 19,69 kmq sulla destra orografica della Dora Riparia.
Paese fortemente sparso, distribuisce i suoi 1020 abitanti tra il capoluogo e le 27 borgate alpine, di cui nove abitate stabilmente: Malpasso, Balma, Martinetti, Viglietti, Pognant, Grangia, Pianfrè, Garino, Garda. Sono poi molte le borgate che tornano ad animarsi nei mesi estivi: Città , Travers a Mont, Cortavetto, Adrit, Bonetto, Airassa, Re, Bonino, Ravoira, Durand, Pian Vernetto. Il comune di San Giorio si trova in una zona altimetrica compresa tra i 306 m della fondovalle e i 2801 m della punta Cristalliera. La sua zona vegetazionale passa dalla submontana (300-1000) alla montana vera e propria (900-2000 m): pertanto vi crescono la quercia del castagno, insieme al faggio e dalle conifere. La particolare esposizione a nord-est, unito ad una certa abbondanza d’acqua ed ad un discreto soleggiamento invernale, hanno creato uni micro clima che favorisce la rigogliosi età  della vegetazione. Tra le specie vegetali pi๠diffuse, un posto di rilievo lo riveste il castagno, ma il territorio sangioriese è altresì assai ricco di latifoglie e di conifere, tra cui primeggia il pino silvestre. Di primo piano anche il patrimonio faunistico, con la presenza rilevante di uccelli (tordi, cardellini, merli, picchi, civette), roditori (scoiattoli, marmotte), lepri ed ungulati (caprioli, cervi, cinghiali)

LA STORIA
L’origine di San Giorio sembra sia da far risalire ai popoli Celto Liguri; il paese infatti fu sede di un Oppidum Romano, succeduto ad un Fortilizio Pre-Romano. Dal rinvenimento di un antico Millario Romano, risalente a 235, si ha la conferma che l’antica Via Consolare Romana per le Gallie passasse da San Giorio; monete romane appartenenti all’epoca dell’imperatore Massenzio vennero poi ritrovate in località  Gringiaggio; il paese nel X secolo subì la furia distruttrice dei Saraceni. Nel 1001 l’antico borgo venne ceduto dall’imperatore Oddone III al marchese Olderico Manfredi e fu infeudato per la prima volta nel 1029. A partire dalla metà  del secolo XII il borgo andò acquisendo maggiore importanza dal punto di vista militare. Dai primi decenni del secolo XIII inizia su San Giorio la giurisdizione dei Feudatari Laici, che si protrae sino al 1799: tra essi cronologicamente si ricordano i Bertrandi di Mommegliano, gli Aschieri di Susa, i Parpaglia di Revigliasco, i Calvi di Avigliana. Il castello conobbe il massimo dell’efficienza bellica nel XV secolo, per poi pian piano perderla nel corso del secolo successivo, pur rimanendo sede di un presidio militare. Nuovi feudatari di San Giorio furono Emanuele di Savoia, Ressano di Pinerolo, il conte Carroccio di Villar Focchiardo. Nel 1690 l’esercito di Vittorio Amedeo II, con 20.000 uomini, si accampò a San Giorio e ivi tenne il consiglio di guerra contro l’esercito francese di Luigi XIV: il villaggio venne saccheggiato e fu poi interamente messo a fuoco l’8 marzo 1691 dalle truppe del generale Catinat; il castello fu arso e distrutto e non risorse pià¹. Seguirono anni di grandi sofferenze e gli ultimi feudatari furono il conte Faussone di Nucetto ed il barone Prever di Giaveno; con un documento del 31 gennaio 1799 venne formata la nuova amministrazione portata dalla rivoluzione francese in sostituzione ed abolizione del feudo: e l’anno prima della libertà  piemontese.

San Giorgio martire di Lydda
San Giorgio (Cappadocia sec. III – † Lydda (Palestina), 303 ca.) Martire di Lydda si festeggia il 23 aprile.
Giorgio, il cui sepolcro è a Lidda (Lod) presso Tel Aviv in Israele, venne onorato, almeno dal IV secolo, come martire di Cristo in ogni parte della Chiesa. La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno. La sua memoria è celebrata in questo giorno anche nei riti siro e bizantino. (Mess. Rom.).
Patronato: Arcieri, Cavalieri, Soldati, Scout, Esploratori/Guide AGESCI. Etimologia: Giorgio = che lavora la terra, dal greco. Emblema: Drago, Palma, Stendardo.
Martirologio Romano: San Giorgio, martire, la cui gloriosa lotta a Diospoli o Lidda in Palestina è celebrata da tutte le Chiese da Oriente a Occidente fin dall’antichità .

La rievocazione storico leggendaria de:
“La Soppressione del Feudatario”

Si rappresenta a San Giorio nella domenica pi๠prossima al 23 aprile (giorno della festa patronale di San Giorgio martire), rappresenta uno dei momenti pi๠suggestivi e particolari dell’intero folklore valsusino. Questa sagra, imperniata su un evento storico riferito all’epoca medievale, è stata rappresentata per la prima volta sulle alture del castello medievale nel 1929, anno in cui l’allora parroco don Attilio Bar, descrisse il copione.
La leggenda narra dell’epopea di un popolo contadino vessato di tributi ed angherie da un tirannico signorotto locale: l’estremo tentativo del despota di far valere il crudo abuso dello “ius primae noctis”, scatena la ribellione degli umili e nel lieto epilogo trionfa la libertà . Una rievocazione che vede la partecipazione di un centinaio di personaggi in costume d’epoca, in cui accanto alla loro generalità  di balli e a canti risalenti alla tradizione locale, spiccano le figure degli Spadonari, che eseguono la caratteristica Danza delle Spade, di fantasiosa, incerta ma comunque antichissima origine.
Rimanendo del contesto della festa patronale, un posto di rilievo spetta indubbiamente al dolce tipico del paese: il Canestrello. Preparate secondo antiche ricette, tramandatesi di generazione in generazione, e cotti in particolar i ferri e rigorosamente sul fuoco a legna, i Canestrelli lasciano in bocca l’inconfondibile gusto della genuinità . (Luca Giai) La soppressione del feudatario