Primo incontro tra la Vialattea ed il sindaco di Cesana, ma ancora nessun accordo Siamo a metà  novembre, mancano solo due settimane all’apertura della stagione sciistica della Vialattea. Ma ad oggi, non c’è ancora nessuna novità  sulla possibile apertura della seggiovia di Sansicario.

Lo rende noto la Sestrieres Spa, a voce del presidente Giovanni Brasso: “Alcuni giorni fa ho avuto un incontro con il sindaco, e mi ha detto che andava tutto bene, che era tutto a posto, e di non preoccuparmi. Ma concretamente la situazione non è cambiata: non sono state fatte delibere, né atti di impegno scritti.

Quindi per noi resta tutto come prima: la seggiovia a queste condizioni sta chiusa. Non abbiamo neanche fatto il collaudo. Io non ho visto niente di nuovo”.

Ma la Vialattea vorrebbe un eventuale contributo dal Comune per il funzionamento della seggiovia, sul modello di quanto viene fatto a Sauze d’Oulx per l’impianto di Jouvenceaux? “Non vogliamo nessun contributo per la seggiovia : risponde con chiarezza Brasso : ma atti concreti del Comune e da Ubi Leasing, che ci risarciscano dei danni che abbiamo subìto come Vialattea, togliendo i parcheggi per gli sciatori, togliendo alla Ubi Leasing il vincolo di costruire posti letto alberghieri a Sansicario, e costruendo su aree che erano destinate a noi per il servizio piste.
Noi siamo disponibili ad un accordo, speriamo che avvenga”.

Il fatto che Colomb e Brasso si siano incontrati, grazie (secondo indiscrezioni) alla mediazione del maestro di sci Marco Vottero, è comunque una notizia positiva. Ma intanto atti di accordo concreti non ci sono ancora, anzi, si inasprisce il duello giudiziario: la Vialattea : dopo aver visto respinto (il 10 settembre) il proprio ricorso al Tar sulla costruzione dei residence, perché ormai i tempi erano già  scaduti : ha inoltrato un nuovo ricorso straordinario al Presidente della Repubblica il 26 ottobre, sempre per contestare la scelta da parte del Consiglio Comunale di Cesana di aver modificato, a giugno 2010, il piano di costruzione di Sansicario, togliendo alla Ubi Leasing l’obbligo di costruire il 60 % di alloggi alberghieri e a rotazione: ” Non è stata una piccola variante, ma una variante strutturale, considerato che sono volati via il 60 % dei posti letto alberghieri” spiega Brasso.

In risposta, la giunta del Comune di Cesana ha approvato il 14 novembre una delibera, in cui incarica il proprio legale di chiedere che tale ricorso sia ricondotto nuovamente al Tar del Piemonte, e non pi๠al Presidente della Repubblica. Dal canto suo, il sindaco Colomb, interpellato sulla questione, non rilascia dichiarazioni: “C’è una trattativa in corso, non voglio dire nulla fino a quando non sarà  conclusa”.

A Cesana in tanti sperano che si possa quindi arrivare ad una soluzione concreta, che soddisfi la società  degli impianti garantendo così i posti di lavoro, e l’indotto turistico per la gente del posto, per non far morire definitivamente Sansicario. Facendo prevalere il dialogo e la politica (quella con la P maiuscola), rispetto all’utilizzo di avvocati e giudici.

Fabio Tanzilli Il presidente Napolitano San Sicario Alto