Solenne inaugurazione, il 21 dicembre prossimo, dei lavori all’interno della chiesa parrocchiale alla presenza di monsignor Vescovo Parola fine per i restauri che da oltre un anno interessano l’interni della chiesa. Smontati gli ultimi ingombranti ponteggi dalla navata di destra, l’interno dell’edificio religioso è tornato all’antico splendore. L’inaugurazione ufficiale terrà sabato 20 dicembre alle ore 21, sotto le volte restaurate e riportate a nuovo. Un concerto del coro parrocchiale Don Carlo Martin allieterà la serata, che verrà onorata dalla presenza del vescovo di Susa mons. Alfonso Badini Confalonieri. Capitolo spese: all’appello mancano 25 mila euro, che si spera possano essere reperiti a breve grazie alla generosità dei fedeli ed alle iniziative messe in piedi dalla parrocchia.
Grande la soddisfazione per un lavoro davvero eccezionale, che ha riportato alla luce pellicole pittoriche barocche (alcune addirittura antecedenti) rimaste celate dalla pittura novecentesca per quasi un secolo.
Tutto è iniziato nella primavera del 2007 con l’annuncio dell’opera di recupero. Dopo il lungo lavoro di risanamento parietale e delle gravi infiltrazioni che stavano danneggiando irreparabilmente le preziose pitture delle navata centrale e del presbiterio, i risultati sono stati davvero ineguagliabili. Sono state scoperte e riportate alla luce figure di angeli su cielo barocco; segni ecclesiastici come mitrie, pastorali; figure di santi e padri della chiesa, nella campata centrale e nelle navate laterali fregi e decorazioni che non hanno saputo tradire le aspettative ed hanno reso la chiesa più luminosa, conferendone un inedito effetto di maestosità e di grandezza.
”Non è facile far convivere stili diversi, ma il risultato finale di questi restauri si è rivelato più che soddisfacente”, commenta il parroco Don Sergio Blandino. ”Tutti i colori tenui rinvenuti si legano armonicamente con i vetri azzurri delle finestre e con le vetrate delle due nicchie di destra. Nella parte del presbiterio dopo il rinvenimento dei due rari sacri cuori di Gesù e di Maria, è stato riportato alla luce anche un frammento di affresco rappresentante S.Sebastiano, datato tredicesimo secolo ed ancora in ottime condizioni. Purtroppo i restauratori non sono riusciti a recuperare l’intera figura, della cui parte superiore non rimane traccia”.
Ultimo tocco, la ricollocazione della pala d’altare, dopo un attento lavoro di recupero realizzato in parrocchia dalla stessa ditta che ha svolto i restauri conservativi delle pareti dell’edificio sacro. Aggiunge il parroco: ”La ditta Saccenti si è occupata della costruzione e del montaggio della porta collocata a chiusura della cappella a destra dell’altare e dello scaffale che si trova al fondo della navata di sinistra”. Nel diciassettesimo secolo, in seguito di un accorciamento di dodici metri dell’edificio, si era optato per la muratura dell’antica acquasantiera e vennero montate le attuali conchiglie contenenti l’acqua benedetta sulle due ultime colonne che separano la navata centrale dalle laterali. La nicchia che ospitava la vecchia acquasantiera è ora stata riportata alla luce, assieme ai suoi affreschi rappresentanti una scena di battesimo al centro, e ai lati le figure di Cristo e di Giovanni Battista.
Nello spazio sottostante l’affresco, è stato ora collocato uno scaffale in legno che va a sostituire il vecchio tavolino per gli avvisi e le riviste posto al fondo della navata. Don Sergio non manca di rivelare una curiosità: ”Dietro al confessionale della navata di destra è stato perfino trovato un buco dal quale si poteva scorgere l’edificio di Casa Famiglia, dall’altra parte di via Torino. Nessuno si era mai accorto della sua presenza ed si è resa necessaria la costruzione di un muro con un’intercapedine per ovviare alle possibili infiltrazioni d’acqua. Anche la base del confessionale, ormai marcia e poggiante su sabbia, è stata sostituita da una pavimentazione in pietra”. E adesso? ”In un secondo momento – conclude Don Sergio- si penserà alla nicchia di sinistra, sulle pareti delle quale sono già stati effettuati alcuni tasselli per sondare il lavoro da farsi. Inoltre, andranno aggiunti alla cornice della vetrina che contiene la statua della Vergine, alcuni pezzi di legno della stressa, che furono rubati anni addietro.” Sant'Antonino