Cartolina dalla Valle di Susa Il comune di Sauze d’Oulx si trova a ben 1.510 m. di altitudine. Copre una superficie di 17.10 km2. Si raggiunge dopo una serie di sinuosi tornanti che lo separano da Oulx. I suoi 1160 abitanti sono distribuiti tra il centro storico e le frazioni: Jouvenceaux, Les Clotes, Monfol, Richardette, Sportinia, Tachier, e sono detti sauzini.
Il patrono è S. Giovanni Battista, festeggiato il 24 giugno.

LA STORIA
Il nome “Sauze” probabilmente viene da “sauza”, parola pre-indoeuropea antichissima che indica un luogo roccioso. La presenza di resti di insediamenti celti dimostra come la zone fosse abitata già  in epoca pre-romana. Come il resto della valle, il comune vede il passaggio delle armate dei romani e dei barbari, fino ai Saraceni nel X secolo.
Nei primi secoli dopo il 1000, Sauze è parte, come gli altri comuni intorno, del Delfinato e nel 1343 venne ceduta alla monarchia francese, e con il Trattato di Utrecht, nell’anno 1713, l’Alta Valle di Susa venne assegnata al regno di Savoia. Per queste ragioni lo stemma di Sauze, come quelli di altri paesi dell’alta Valsusa, riporta sia il delfino (appartenenza al Delfinato) sia il giglio (appartenenza alla Francia). Negli anni 20, durante il periodo fascista il nome del paese viene italianizzato diventando Salice d’Ulzio, perdendo per altro il suo status di comune divenendo frazione di Oulx (Ulzio). Nel dopoguerra Sauze d’Oulx si riappropria del suo nome originario e del suo status di comune autonomo.
l’Alta Valle di Susa, e in particolare Sauze d’Oulx, furono la culla dello sci in Italia, sport introdotto dall’ingegnere svizzero Adolfo Kind dall’anno 1896. Promotore della nascita e dello sviluppo dello sci a Sauze può considerarsi il sauzino Placido Eydallin, raffinato, noto e valente fotografo dilettante, che nel 1919 apre il Miravalle, primo albergo idoneo ad ospitare sciatori. Questo paese ha anche dato anche i natali a un indimenticabile fuoriclasse come Piero Gros, vincitore di dieci titoli Italiani Assoluti, della Coppa del Mondo nel 1974 e dell’Oro Olimpico nello Slalom Speciale di Innsbruk nel 1976. Sono gli anni felici dello sci italiano che annovera tra le sue file azzurri del calibro di Giuliano Besson, anch’esso sauzino.

OGGI
Sauze d’Oulx, definito “il balcone delle alpi”, per la sua posizione geografica è oggi un paese in cui lo sci è l’attività  dominante. Oltre 400 km di piste percorribili e ben 88 impianti di risalita considerando tutto il comprensorio della Via Lattea di cui Sauze fa parte. Questo è il biglietto da visita di uno dei comuni olimpici di Torino 2006. ma chi lega sauze solamente alla neve si sbaglia. Sono infatti sempre pi๠numerose le attività  che rendono il comune meta turistica anche durante la bella stagione.

DA VEDERE
Tra i monumenti principali la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista eretta nel 1532, con il suo campanile pseudo-romanico. Sul fonte battesimale in pietra verde reca scolpito lo stemma dei Delfini di Francia. Sul campanile si erge un’elevatissima cuspide centrale a sezione ottagonale.
Non manca un’antica fontana, eretta nel secolo XVI di forma ottagonale che oggi si trova di fianco alla chiesa di San Giovanni Battista. Originariamente era situata sulla piazzetta accanto al vecchio forno comunale e alla cappella di San Rocco e San Giuseppe. Il trasporto all’attuale ubicazione fu effettuato interamente a mano dalla popolazione.
Nella frazione di Jouvenceaux si trova la cappella di Sant’Antonio Abate, con affreschi del XV-XVI secolo, attribuiti alla scuola dei fratelli Serra.
Lo chalet del Lago Nero, progettato da Carlo Mollino, è considerato uno degli esempi pi๠pregiati di architettura alpina del ‘900. Lasciato per molto tempo in stato di grave abbandono, oggi finalmente è tornato a rivivere, infatti nel mese di ottobre 2001 sono stati ultimati i lavori di ripristino esterni, costruito un parabrezza vetrato sulla spettacolare terrazza, e ricavato uno spazio da adibirsi a piccolo museo dello sci. Oggi è sede di iniziative legate al Premio Grinzane Civiltà  della Montagna.
Infine da vedere c’è uno dei pochi esempi in Piemonte di museo “land art”, con sei installazioni di artisti italiani e stranieri che accompagnano chi intraprende la strada verso la frazione Tachier. Una panoramica dell’arrivo della pista “Clotes” a Sauze con il campetto